Dimissioni di Keir Starmer, Andy Burnham diventa il favorito per la guida del Labour

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Redazione Esteri Redazione Esteri   -   Le dimissioni di Keir Starmer aprono una nuova fase politica nel Regno Unito e spingono il Labour verso una rapida riorganizzazione interna. Il primo ministro britannico ha annunciato la decisione con un discorso all'esterno del numero 10 di Downing Street, spiegando di aver scelto di lasciare la guida del partito e, di conseguenza, l'incarico di premier. Starmer ha inoltre comunicato di aver informato il re della sua decisione e di aver chiesto al Comitato esecutivo nazionale del Labour di fissare il calendario della corsa alla leadership, con l'apertura ufficiale delle candidature prevista per il 9 luglio.

La transizione del Labour dopo le dimissioni di Starmer

Nonostante l'annuncio, Keir Starmer dovrebbe rimanere a Downing Street fino a settembre per garantire una transizione ordinata. L'obiettivo è consentire al partito di gestire senza scosse il passaggio di consegne e offrire al futuro leader il tempo necessario per definire la squadra di governo e le priorità politiche. Il processo dovrebbe essere coordinato dai capi di gabinetto, con l'intenzione di preservare la continuità dell'azione dell'esecutivo mentre si completa l'elezione del nuovo segretario del Labour.

Alla base della scelta c'è anche il risultato delle elezioni suppletive di Makerfield, dove la vittoria del sindaco di Manchester, Andy Burnham, ha cambiato gli equilibri interni del partito. Il successo ottenuto dall'amministratore di Greater Manchester, nato nel 1970, ha rafforzato la richiesta di un cambio di leadership in un momento segnato dalla crescente impopolarità di Starmer. Proprio questo risultato avrebbe convinto il premier a fare un passo indietro e ad avviare la successione.

Andy Burnham e le reazioni dei mercati

Andy Burnham viene indicato come la figura su cui i Laburisti intendono puntare per invertire il declino del partito e contrastare la crescita di Reform UK e dell'onda politica legata a Farage. Il sindaco di Greater Manchester viene descritto come un esponente orientato a sinistra, pur mantenendo posizioni più moderate su alcuni temi, tra cui l'immigrazione. Il periodo di transizione dovrebbe consentirgli di definire con calma la futura squadra di governo e le linee politiche da seguire.

Le dimissioni di Starmer hanno avuto effetti immediati anche sui mercati finanziari. La sterlina è scesa ai minimi del 2026, mentre i Gilt decennali sono rimasti stabili al 4,85%. La Borsa di Londra ha mostrato capacità di tenuta nella giornata del 22 giugno, mentre a Milano Stm si è distinta nel giorno dello stacco della cedola. Più in generale, le principali piazze europee hanno avviato la settimana senza particolare slancio, con gli investitori concentrati soprattutto sulle tensioni in Medio Oriente e sui possibili sviluppi dei colloqui tra Stati Uniti e Iran. Le dichiarazioni del presidente statunitense Donald Trump dopo la chiusura dello Stretto di Hormuz hanno alimentato l'incertezza, ma le parole del vicepresidente JD Vance e del ministro degli Esteri iraniano Abbas Araghchi hanno indicato segnali di progresso sul fronte diplomatico.

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