Spid verso il tramonto, Poste Italiane valuta il canone per PosteID

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Redazione Economia Redazione Economia   -   L’orizzonte dello Spid, il sistema che ha consentito a milioni di italiani di accedere con un clic ai servizi della pubblica amministrazione, si sta offuscando rapidamente. Anche Poste Italiane, che attraverso il suo PosteID gestisce la fetta più consistente del mercato, pari a circa il 72% delle identità digitali attive, sembra ormai prossima a introdurre un canone annuale. Una mossa, questa, che seguirebbe la scia già tracciata da altri provider privati come Aruba e InfoCert, i quali hanno già imboccato la strada della monetizzazione del servizio. Se fino a ieri la gratuità è stata il motore principale di una diffusione capillare, che ha toccato quasi quaranta milioni di attivazioni, oggi il panorama si sta ribaltando, spingendo molti a riconsiderare le proprie opzioni.

Un costo simbolico per milioni di utenti

Il canone che Poste Italiane starebbe valutando ammonterebbe a cinque euro l’anno, una cifra non proibitiva ma dal significato profondo, poiché andrebbe a colpire direttamente oltre ventotto milioni di cittadini. Questa eventualità, del resto, era nell’aria da tempo, considerato che la gratuità del servizio era garantita da fondi pubblici trasferiti all’azienda, i quali sembrano ora in via di esaurimento. La decisione, se confermata, segnerebbe una svolta epocale per un sistema divenuto colonna portante della digitalizzazione in Italia, trasformando un diritto di accesso in un servizio a pagamento.

L'alternativa gratuita: la Carta d'Identità Elettronica

In questo scenario, l’alternativa che si delinea con maggior forza è la Carta d’Identità Elettronica, la Cie, che rimarrebbe completamente gratuita per il cittadino. Il suo funzionamento, seppur meno immediato rispetto allo Spid per alcuni, garantisce gli stessi livelli di sicurezza e permette di autenticarsi su tutti i portali della pubblica amministrazione. Attivarla è un’operazione che si compie in pochi minuti, spesso direttamente durante il rinnovo del documento presso gli uffici comunali, senza alcun costo aggiuntivo.

Uno spartiacque per l'identità digitale

L’eventuale addio alla gratuità di PosteID, quindi, non rappresenterebbe soltanto un aggravio economico per gli utenti, ma un vero e proprio spartiacque che ridisegnerebbe la geografia dell’identità digitale in Italia. La transizione verso la Cie appare come l’unico percorso in grado di preservare un accesso libero e universale, sebbene richieda una riconfigurazione delle abitudini da parte di chi, ormai da anni, ha fatto dello Spid il proprio passepartout digitale.

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