Panama schiera 700 agenti nel Darién, l’operazione “Steel Shield” per blindare il confine con la Colombia
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Redazione Esteri
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Oltre settecento agenti speciali sono stati schierati da Panama lungo il confine con la Colombia, un dispiegamento di forze senza precedenti che mira a chiudere ogni varco alle organizzazioni criminali nella regione del Darién. L’operazione, battezzata “Steel Shield” e fortemente voluta dal presidente José Raúl Mulino, prevede l’istituzione di presidi strategici e pattugliamenti congiunti con le forze di polizia colombiane, in un'area di frontiera che si estende per 266 chilometri, gran parte dei quali sommersi da una fitta e impervia foresta tropicale.
L'iniziativa, annunciata nelle scorse ore, rappresenta una risposta concreta alle crescenti preoccupazioni per la sicurezza nella zona, storicamente utilizzata come corridoio per il traffico di droga e il passaggio di gruppi armati.
La sfida del Darién: un confine geografico e criminale
La frontiera tra Panama e Colombia, interamente immersa nella giungla del Darién, costituisce un ostacolo naturale quasi insormontabile, ma anche un'enorme sfida per le forze dell'ordine. Il territorio, privo di infrastrutture viarie e caratterizzato da una vegetazione impenetrabile, è storicamente una zona grigia dove lo stato fatica ad affermare il proprio controllo, rendendo così il confine un punto di transito privilegiato per il narcotraffico e le rotte migratorie irregolari.
Secondo quanto riferito dalle autorità locali, il Clan del Golfo, una delle più potenti organizzazioni criminali della Colombia, mantiene una solida influenza sul versante colombiano, mentre gli agenti di Panama, appartenenti al Servizio Nazionale di Frontiera (Senafront), hanno intensificato il monitoraggio di ogni movimento sospetto per prevenire eventuali infiltrazioni.
Dalla diplomazia alla guerra: la svolta di De La Espriella
Mentre Panama serra le maglie del proprio confine, la Colombia si appresta a vivere una stagione politica completamente nuova sotto la guida del neo-presidente Abelardo De La Espriella. Con un discorso pronunciato a Cali, nel cuore di una Valle del Cauca segnata da decenni di conflitto, il capo dello Stato ha dichiarato esaurita la fase del dialogo, che dal 2016 aveva caratterizzato i tentativi di pace tra lo Stato e i gruppi armati.
De La Espriella, avvocato penalista di 48 anni soprannominato "El Tigre", ha promesso una guerra senza tregua al "narcoterrorismo", annunciando la costruzione di mega-carceri sul modello del Salvador per neutralizzare le minacce alla sicurezza nazionale e segnando così un netto strappo con il precedente quadriennio di governo di sinistra di Gustavo Petro.
La risposta di Panama e le manovre militari nel Canale
L’intensificazione dei controlli al confine da parte di Panama, che vede impegnati reparti del Senafront e del Servizio Aereo Navale Nazionale (Senan), arriva in un contesto di crescente tensione regionale, acuito anche da recenti attentati in Colombia che hanno causato vittime tra le forze di polizia. Il direttore generale del Senafront, Larry Solis, ha sottolineato che l'operazione mira a bloccare coste e confini per colpire direttamente i gruppi criminali, in un'ottica di cooperazione con le autorità colombiane.
A queste misure si aggiungono le manovre militari internazionali per la difesa del Canale di Panama, cui partecipano una ventina di paesi tra cui gli Stati Uniti, a testimonianza dell'importanza strategica della regione e del ruolo centrale che le dinamiche di sicurezza del Darién giocano nell'equilibrio geopolitico del continente.
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