Domenicali e Permane: la Formula 1 cerca il bilanciamento perfetto tra spettacolo e sicurezza
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Redazione Sport
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Il nuovo regolamento tecnico 2026, quello che ha rivoluzionato le power unit portando la componente elettrica al 50%, sta vivendo la sua prima vera prova sul campo. E se da un lato il circus riconosce l’eccezionalità di un momento storico per il motorsport, dall’altro emergono crepe evidenti nel sistema che richiedono interventi chirurgici, da effettuarsi però senza il frenetico entusiasmo di chi vorrebbe stravolgere tutto in nome del politicamente corretto. Alan Permane, alla guida della Racing Bulls, lancia un monito chiaro a chi si siede al tavolo delle trattative: cambiare sì, ma con la consapevolezza che la strada per l’inferno è lastricata di buone intenzioni. “Dobbiamo stare attenti a non eliminare lo spettacolo”, ha dichiarato il team principal, osservando come la tentazione di risolvere un problema – in questo caso il pericoloso delta di velocità tra le vetture emerso in modo drammatico a Suzuka – potrebbe finire per crearne un altro, ben più grave, legato alla drastica riduzione dei sorpassi.
Le due priorità sul tavolo: qualifica e sicurezza dopo l’incidente di Suzuka
Nel bel mezzo della lunga sosta forzata di aprile, i riflettori sono puntati su un gruppo di lavoro che sta analizzando al microscopio le criticità delle prime tre gare stagionali. Non si tratta, come qualcuno potrebbe affrettarsi a pensare, di una rivoluzione, ma di una serie di correttivi mirati. I nodi da sciogliere sono essenzialmente due. Il primo riguarda le qualifiche: l’eccessiva gestione dell’energia sta trasformando il giro secco, storicamente il momento della verità assoluta per i piloti, in un esercizio di calcolo algebrico fatto di lift and coast e ricariche programmate, un aspetto che Domenicali stesso, da purista, considera una stortura da eliminare per restituire alla domenica il suo fascino più autentico. Il secondo fronte, molto più delicato, è quello della sicurezza. L’incidente che ha visto protagonisti Colapinto e Bearman in Giappone – con il primo sostanzialmente fermo in traiettoria mentre il secondo sopraggiungeva a velocità doppia – ha messo in luce l’urgenza di ridurre le differenze di velocità in rettilineo, un effetto collaterale dell’attuale gestione della potenza elettrica.
La cautela di Permane: non toccate l’effetto sorpasso
Permane, che pure riconosce la bontà di alcune battaglie viste in pista (ammettendo di essersi distratto al muretto osservando il duello interno alla Ferrari in Cina), invita a non fare passi falsi. La soluzione più immediata per azzerare i rischi di tamponamento sarebbe quella di limitare o rimuovere il cosiddetto “overtake boost”, ovvero l’energia extra a disposizione di chi insegue. Eppure, questa strada appare piena di insidie. "Risolverebbe l'inconveniente – ha spiegato – ma ridurrebbe molto probabilmente i sorpassi”. Un paradosso che la Formula 1 non può permettersi, vista la necessità di mantenere alto il tasso di adrenalina che ha decretato il successo mediatico di quest’era. L’obiettivo, quindi, è trovare un punto di equilibrio quasi matematico: ridurre la disparità di velocità senza imbrigliare la capacità di manovra dei piloti.
Una “golden era” da proteggere senza cadere nel panico
A spezzare una lancia a favore del nuovo corso ci pensa Stefano Domenicali, il quale respinge al mittente le critiche più feroci, quelle che bollano i sorpassi come “artificiali”. In una lunga intervista esclusiva, il presidente e CEO di Formula One Group ha ribadito che lo stato di salute del campionato è “straordinario”, definendo il momento attuale come una vera golden era. “Forse alcune delle persone più anziane che criticano hanno la memoria corta”, ha affermato, ricordando come anche negli anni ’80, ai tempi del turbo, esistessero strategie di risparmio e differenze di prestazioni gestite dalla regia. La linea adottata dai vertici è quindi quella della “costruttività senza panico”: le discussioni con FIA e team stanno andando nella giusta direzione, con l’obiettivo di avere le prime modifiche operative già pronte per l’appuntamento di Miami, nonostante il format sprint del weekend riduca drasticamente il tempo a disposizione per testare le soluzioni.




