Btp, il Tesoro piazza tre emissioni all'asta il 26 giugno: sul mercato fino a 7 miliardi

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Redazione Economia Redazione Economia   -   Il Dipartimento del Tesoro ha ufficializzato il calendario delle aste di fine mese, e venerdì 26 giugno 2026 si terrà il consueto appuntamento con i titoli di Stato a medio e lungo termine. Sul banco, tre diverse tranche di Btp, per un ammontare complessivo che potrà raggiungere i 7 miliardi di euro, considerando anche le quote destinate all'asta supplementare.

L'operazione si inserisce in un quadro più ampio di gestione del debito pubblico, con il Mef che nelle scorse ore ha aggiornato il programma trimestrale delle emissioni, offrendo agli operatori una visione chiara delle prossime mosse sul fronte dei collocamenti.

Tre Btp a confronto: scadenze, cedole e importi

La prima delle tre emissioni in calendario è la quinta tranche del Btp con scadenza 1° giugno 2031, codice ISIN IT0005707614, emesso per la prima volta il 4 maggio scorso. Il titolo offre una cedola annua lorda del 3,15%, con la prossima data di stacco fissata al 1° dicembre 2026, e il regolamento delle sottoscrizioni avverrà il 1° luglio. L'importo base messo a disposizione varia tra un minimo di 2,5 e un massimo di 3 miliardi di euro, a cui si aggiunge un importo per l'asta supplementare di 600 milioni.

La seconda proposta è invece la quarta tranche del Btp con scadenza 1° luglio 2036, identificato dal codice IT0005706285, la cui prima emissione risale al 22 aprile 2026. La cedola lorda annua è pari al 3,80% e la prossima cedola sarà pagata il 1° luglio 2026, in coincidenza con la data di regolamento. Per questa tranche, l'importo in asta va da un minimo di 2 miliardi a un massimo di 2,5 miliardi, con un supplementare di 500 milioni di euro.

Completa il terzetto la dodicesima tranche del Btp in scadenza 1° febbraio 2036, ISIN IT0005676504, emesso il 3 novembre 2025. Il tasso cedolare è del 3,45% annuo lordo, e il prossimo pagamento della cedola avverrà il 1° agosto 2026. L'importo in asta per questo titolo è compreso tra 1 miliardo e 1,5 miliardi di euro, con un'asta supplementare da 300 milioni. Anche in questo caso, il regolamento è fissato per il 1° luglio.

Il quadro delle emissioni nel terzo trimestre 2026

Oltre all'asta del 26 giugno, il Tesoro ha già delineato i contorni del programma per i prossimi tre mesi, con l'obiettivo di immettere sul mercato nuovi titoli benchmark su quattro scadenze principali. Si tratta del Btp Short Term con scadenza 30 ottobre 2028, per un ammontare minimo di 9 miliardi di euro, del Btp 5 anni (1° febbraio 2032) da 10 miliardi, del Btp 7 anni (15 settembre 2033) per 10 miliardi e infine del Btp 10 anni (1° ottobre 2036) con un target minimo di 10 miliardi di euro.

Questi importi minimi rappresentano il valore nominale che ciascun titolo dovrà raggiungere in circolazione prima di essere eventualmente sostituito da una nuova emissione sulla medesima scadenza.

I numeri del debito e il costo medio del finanziamento

Secondo i dati aggiornati al 31 maggio, il Ministero dell'Economia e delle Finanze ha collocato nei primi cinque mesi dell'anno Btp a medio-lungo termine per un valore nominale complessivo di circa 171,5 miliardi di euro. Nel corso dello stesso periodo, il costo medio delle emissioni ha registrato un incremento, attestandosi al 2,91% rispetto al 2,75% del 2025.

Per la seconda parte dell'anno, il Tesoro dovrà fare i conti con scadenze di bond sovrani per circa 128 miliardi di euro, cui si sommerà la componente di fabbisogno del settore statale, con una previsione di emissioni nette di titoli a medio-lungo termine comprese tra 10 e 25 miliardi di euro.

Nell'aggiornamento del programma trimestrale, il Dipartimento del Tesoro ha confermato una gestione prudente ma flessibile della liquidità, bilanciando l'esigenza di coprire le scadenze imminenti con quella di mantenere un profilo di costo sostenibile per il debito pubblico. Le aste del 26 giugno rappresentano quindi il primo mattone di questa strategia, offrendo agli investitori tre scadenze differenziate e cedole che, pur in un contesto di tassi in evoluzione, mantengono un livello di rendimento ancora appetibile.

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