La rete anarchica tra Roma e Bologna: sette arresti per i sabotaggi all'Alta velocità. In carcere un attivista dell'ex Aula C
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Redazione Interno
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La Digos ha eseguito sette misure cautelari, su richiesta della Procura di Roma, nei confronti di altrettanti esponenti dell'area anarchica ritenuti appartenenti a una cellula terroristica responsabile, tra le altre azioni, dei gravi sabotaggi alla rete ferroviaria dell'Alta velocità tra Roma e Firenze, messi a segno lo scorso 14 febbraio con l'utilizzo di ordigni rudimentali che hanno causato danni per oltre 450mila euro.
L'operazione, che ha visto impiegate le Digos di diverse città tra cui Milano, Bologna e Napoli, ha portato in carcere cinque persone e due ai domiciliari, mentre le perquisizioni e le indagini si sono estese anche ad altre regioni, coinvolgendo in particolare l'area bolognese e quella di Forlì-Cesena.
Tra gli indagati figura una donna di 39 anni, residente in zona Corticella a Bologna e ritenuta vicina al circolo anarchico "Il Tribolo", per la quale il Gip ha disposto gli arresti domiciliari; la donna, risultata irreperibile al momento della notifica, avrebbe avuto, secondo gli inquirenti, «un ruolo logistico di rilievo» all'interno del gruppo, circostanza che ne evidenzierebbe il rapporto di assoluta fiducia con gli altri componenti.
Il casale di Vicovaro e la pianificazione dell'escalation
Le indagini, coordinate dalla Direzione Nazionale Antimafia e Antiterrorismo, hanno ricostruito nel dettaglio la struttura e i piani del gruppo, che si incontrava in un casale immerso nel bosco di Vicovaro, vicino Tivoli, dove tra l'11 e il 13 luglio dello scorso anno si sarebbe tenuta una riunione riservata della durata di due giorni, durante la quale sono stati discussi gli obiettivi e le modalità operative da adottare.
Gli investigatori hanno documentato l'incontro, nel corso del quale gli anarchici, arrivati alla spicciolata e senza cellulari per evitare intercettazioni, hanno analizzato possibili bersagli, tra cui non solo le infrastrutture ferroviarie, ma anche catene di fast food, centri di permanenza per i rimpatri e società attive nel settore della difesa, e hanno discusso del confezionamento di ordigni artigianali da realizzare in cucine e altri locali nella loro disponibilità.
L'obiettivo dichiarato, come emerge da alcune intercettazioni, era quello di innescare un'"escalation" della violenza, allargando il fronte della protesta per mantenere alta l'attenzione e reclutare nuove leve, eventualmente anche infiltrandosi nelle manifestazioni di piazza a sostegno della Palestina, per creare le condizioni affinché le azioni potessero generare il massimo clamore possibile, costringendo lo Stato a fare i conti con una minaccia in continua evoluzione.
I manuali e il "libricino" per i sabotaggi ferroviari
A corroborare l'impianto accusatorio, e a dipingere un quadro inquietante della pericolosità del gruppo, sono stati il rinvenimento di manuali e documenti che gli investigatori hanno sequestrato durante le perquisizioni; in particolare, gli agenti hanno trovato un "libricino" sui treni, acquistato in Germania, che veniva citato negli stessi dialoghi intercettati tra gli indagati e che sarebbe un vero e proprio vademecum per azioni di sabotaggio ai danni del trasporto ferroviario.
La scoperta più significativa, però, è avvenuta in casa di uno dei romagnoli perquisiti a Forlì, dove la Digos ha trovato elementi tali da far scattare le manette, e a Roma e Bologna, dove sono stati sequestrati due manuali che, secondo la procura, rivelano la direzione verso cui il gruppo stava muovendosi.
Si tratta di guide che contengono dettagliate istruzioni per la costruzione di ordigni esplosivi di tipo artigianale, con tanto di consigli sulla componentistica da utilizzare e sugli accorgimenti da adottare nel confezionamento, e che dimostrano, secondo il Gip, come la cellula fosse pronta a passare dalla pianificazione all'azione concreta.
Le indagini e le implicazioni giudiziarie
L'inchiesta, che ha portato all'arresto di Andrea Toniolo a Roma e Pietro Rossetti a Bologna, si inserisce in un più ampio contesto di attenzione alla galassia anarchica insurrezionalista, in particolare per quanto riguarda la mobilitazione a sostegno di Alfredo Cospito, l'anarchico detenuto al regime del 41 bis, per il quale il gruppo intendeva mettere in atto azioni di disturbo che potessero rappresentare un costo per lo Stato.
Le sette persone raggiunte dalle misure cautelari sono accusate, a vario titolo, di associazione con finalità di terrorismo e di eversione dell'ordine democratico, mentre due di loro sono anche gravemente indiziate di aver concorso nella realizzazione dell'attentato del 14 febbraio, un'azione che, rivendicata sul sito web ispiraazione.noblogs.org, è stata compiuta in concomitanza con le Olimpiadi Invernali di Milano-Cortina per dare maggiore risonanza alla protesta.
Le indagini proseguono per individuare eventuali ulteriori collegamenti con altre realtà affini sparse sul territorio nazionale, mentre la procura di Roma continua a lavorare per ricostruire l'intera trama di relazioni e per verificare se la cellula smantellata abbia avuto un ruolo anche in altri episodi di sabotaggio o danneggiamento.




