Solidarietà sotto attacco: il caso Paragon e lo spionaggio ai danni di attivisti e sacerdoti

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Redazione Interno Redazione Interno   -   Il caso Paragon, che vede al centro il software israeliano Graphite, strumento di sorveglianza militare venduto esclusivamente a governi, continua a sollevare interrogativi e polemiche. Tra le vittime di questo sistema di spionaggio avanzato, che consente di infiltrarsi nei dispositivi elettronici senza lasciare traccia, figurano non solo giornalisti e attivisti, ma anche figure religiose, come Don Mattia Ferrari, cappellano della ONG Mediterranea Saving Humans. La notizia, resa pubblica dalla stessa organizzazione, ha scatenato reazioni forti, tra cui quella di Luca Casarini, fondatore della ONG, che non ha esitato a definire la solidarietà “un atto sovversivo” in un contesto in cui chi la pratica viene sistematicamente preso di mira.

“Ormai fare solidarietà è diventato un crimine”, ha dichiarato Casarini, presente a Napoli per lo sbarco di 41 migranti salvati in mare. “Questa storia è assurda. Ci sono livelli occulti altissimi, e strumenti come Graphite, che dovrebbero essere utilizzati solo per scopi militari, vengono invece impiegati per spiare sacerdoti, attivisti e giornalisti. Bisogna che rivedano le loro idee cristiane”, ha aggiunto, con un tono che mescola indignazione e ironia.

Don Mattia Ferrari, da anni impegnato nelle missioni di soccorso in mare, è stato avvisato da Meta di essere stato bersaglio di un attacco informatico sofisticato, sostenuto da entità governative non identificate. Il sacerdote, che ha definito lo spionaggio “un segno di quanto il Vangelo faccia paura al potere”, ha ribadito la sua determinazione a proseguire il proprio impegno umanitario. “Io vado avanti”, ha dichiarato, sottolineando come la sua missione non possa essere fermata da strumenti di sorveglianza, per quanto avanzati.

Il caso Paragon, che ha già coinvolto figure come Francesco Cancellato, direttore di Fanpage.it, e David Yambio, portavoce di Refugees in Libya, si arricchisce così di un nuovo tassello, che conferma la portata globale di questa operazione di spionaggio. Sebbene il software sia tecnicamente accessibile solo agli Stati, non è ancora chiaro chi siano i mandanti e gli esecutori di questi attacchi. Il governo italiano, guidato da Giorgia Meloni, non ha ancora fornito spiegazioni dettagliate, lasciando aperte numerose domande sulla dinamica dei fatti e sulle responsabilità.

Casarini, commentando l’intercettazione di Don Mattia, ha ironizzato: “Spero abbiano preso appunti, così ripassano un po’ che cos’è l’umanità e cosa significa praticare il Vangelo”. Una battuta che nasconde una critica profonda a un sistema in cui la solidarietà, anziché essere valorizzata, viene criminalizzata e monitorata con strumenti di guerra.

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