Paragon spyware Graphite, il software spia che ha violato attivisti e giornalisti

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Redazione Interno Redazione Interno   -   Il caso dello spyware Graphite, sviluppato dall’azienda israeliana Paragon Solutions, ha riacceso il dibattito sulla sorveglianza digitale e sulla sicurezza informatica, portando alla luce un sistema di spionaggio sofisticato che ha colpito circa cento persone, tra cui attivisti e giornalisti italiani. Le denunce di Francesco Cancellato, direttore di Fanpage, e di Luca Casarini, fondatore dell’associazione Mediterranea Saving Humans, hanno fatto emergere un quadro inquietante: entrambi hanno ricevuto una notifica da Meta che segnalava la manomissione dei loro dispositivi, rivelando l’intrusione del software spia.

Graphite, un trojan particolarmente avanzato, è in grado di infiltrarsi nei cellulari senza lasciare tracce evidenti, permettendo a chi lo utilizza di accedere a messaggi, chiamate, email e persino di attivare microfono e telecamera in remoto. La sua natura stealth lo rende uno strumento particolarmente pericoloso, soprattutto se impiegato per monitorare individui che operano in contesti sensibili, come attivisti e giornalisti. Nonostante le limitazioni imposte dalle normative internazionali, che ne vietano l’uso ai privati, il software è stato presumibilmente utilizzato da entità governative o da soggetti con accesso a risorse tecnologiche avanzate.

Il caso ha assunto una dimensione politica, con Elly Schlein, leader del Partito Democratico, che ha chiesto al governo italiano, e in particolare alla premier Giorgia Meloni, di fare chiarezza sulle responsabilità. “Non si può continuare a nascondersi – ha dichiarato Schlein durante una conferenza stampa a Strasburgo –, è necessario sapere chi è responsabile di quanto accaduto”. La richiesta di trasparenza è stata ribadita anche da Francesco Cancellato, intervenuto al Parlamento Europeo insieme a Luca Casarini, in un’audizione organizzata dall’europarlamentare Sandro Ruotolo e da altri rappresentanti di Sinistra Italiana, Verdi e Movimento 5 Stelle.

Durante la conferenza, Casarini ha definito l’operazione di spionaggio come “un’azione degna di un regime”, sottolineando come la violazione della privacy e la sorveglianza indiscriminata rappresentino una minaccia per la democrazia. Cancellato, dal canto suo, ha espresso la speranza che il governo italiano chiarisca la vicenda, auspicando l’istituzione di una commissione d’inchiesta europea per indagare sull’uso improprio dello spyware. “È un fatto gravissimo – ha dichiarato Ruotolo –, che riguarda non solo l’Italia, ma l’intera Europa”.

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