Jacopo Barbotti batte Razzetti di un centesimo e si prende il trono dei 200 misti

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Redazione Sport Redazione Sport   -   Non capitava spesso, ultimamente, di vedere Alberto Razzetti cedere lo scettro nei 200 misti, una specialità che il genovese ha imparato a governare con il polso del campione assoluto. E invece, nella terza giornata dei Campionati Italiani Primaverili di Riccione, che valgono come selezione per gli Europei di Parigi in programma dal 10 al 16 agosto, è accaduto l’impensabile: un duello risolto da un solo centesimo, una frazione di secondo che ha riscritto gerarchie e prospettive. A spuntarla è stato Jacopo Barbotti, ventenne di Legnano ma ormai di stanza a Roma per allenarsi con l’Aniene, la società più titolata del nuoto italiano. Il suo tempo, 1:57.75, è una lama affilata che ha tagliato il traguardo un attimo prima dell’1:57.76 firmato Razzetti, il quale – ed è bene sottolinearlo – si è comunque garantito il pass per la rassegna continentale.

La strategia di una rimonta firmata stile libero

Se si analizza la gara frazione per frazione, emerge il capolavoro tattico di Barbotti. Nella prima vasca a farfalla, la legge l’ha dettata il più esperto Razzetti, con il livornese Simone Spediacci a fare da battistrada nelle retrovie, mentre Barbotti sembrava quasi volesse gestire le energie. Il momento della svolta è coinciso con il passaggio al dorso, dove il legnanese ha infilato una progressione feroce, rosicchiando metri preziosi su un Razzetti costretto a difendersi. La frazione a rana ha tenuto tutti in bilico, un a corpo serrato prima dell’ultima, decisiva vasca. Ed è stato lì, nello stile libero, che Barbotti ha dimostrato di possedere quel guizzo in più: una progressione devastante che gli ha permesso di beffare il favorito sulla piastra, regalando al pubblico di Riccione una delle finali più emozionanti di questa edizione.

Un salto di qualità che lo proietta tra i grandi

Quel crono, peraltro, non rappresenta solo il primo titolo assoluto in carriera per Barbotti, ma lo consegna di diritto alla storia della disciplina. Prima di Riccione, il suo primato personale si attestava ben oltre il muro dei due minuti; migliorarsi di oltre due secondi e mezzo in una singola competizione è un’anomalia statistica che racconta di un lavoro sporco fatto in allenamento e di una maturazione tecnica improvvisa. Con quell’1:57.75, il nuotatore classe 2006 diventa il secondo italiano di sempre nei 200 misti, scalando una classifica che vede al comando proprio Razzetti con il suo 1:56.21. Non solo: si tratta del nuovo record italiano Cadetti, un primato che cancellava il 1:58.95 di Christian Mantegazza, a dimostrazione che il movimento giovanile sta iniziando a bussare con insistenza alla porta dei grandi.

La notte di Riccione tra record e conferme

La serata emiliana, però, non ha regalato solo il colpo di scena nei 200 misti. Luca De Tullio, fratello d’arte e poliziotto dell’Aniene, ha dominato la finale degli 800 stile libero maschili. Il barese, allenato da Fabrizio Antonelli, ha stampato un 7:47.60 che rappresenta il settimo crono stagionale a livello mondiale, lasciando sul posto Filippo Bertoni e Davide Marchello. Nel settore femminile, invece, da segnalare il bis di Anita Gastaldi, che dopo il successo nei 100 farfalla si è ripetuta nei 200 misti. E poi c’è la regina indiscussa dei fondi, Simona Quadarella, che ha gestito senza affanni i 1500 metri, facendo il vuoto alle proprie spalle e agganciando il treno per Parigi insieme a Ginevra Taddeucci. Sullo sfondo, il ritorno alla vittoria nei 100 stile libero di Carlos D’Ambrosio e la conferma di Sara Curtis, veloce come non mai, tengono alto il morale di una Nazionale che si appresta a vivere un’estate calda nella capitale francese.

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