D’Ambrosio si prende Riccione, Sara Curtis concede il bis: e Barbotti è già un caso
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Redazione Sport
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La terza giornata degli Assoluti primaverili, al termine di una sessione di gare che ha sostanzialmente confermato le attese sui fronti più caldi del programma, ha consegnato un verdetto chiaro: il ricambio generazionale, nel nuoto italiano, non è più una promessa ma una certezza cronometrata. A Riccione, dove si stanno definendo i pass per gli Europei di Parigi, il pomeriggio è stato dominato dalla doppia conferma dei due fenomeni under 20 – Carlos D’Ambrosio e Sara Curtis – e dall’esplosione sorprendente di Jacopo Barbotti, un nome che fino a poche ore fa circolava solo negli ambienti del giovanile e che ora si ritrova proiettato al centro del dibattito tecnico. Il dato, evidente a chiunque osservi i tabelloni, è che i vecchi parametri di giudizio vanno rivisti: non si parla più di prospettive, ma di atleti già capaci di incidere a livello internazionale, con la calma olimpica di Los Angeles 2028 che all’improvviso sembra molto più vicina.
L’urlo di D’Ambrosio e la regina Curtis
Se c’è una gara che rappresenta il termometro del movimento, quella è senza dubbio la regina dei 100 stile libero. E Carlos D’Ambrosio, l’italo-cubano classe 2007 che ormai ha staccato il biglietto per Parigi, ha risposto presente nel modo più autoritario possibile: vittoria in 47”83, un tempo che entra di diritto nella top ten mondiale stagionale e che mette in fila avversari pesanti come Alessandro Miressi e Lorenzo Zazzeri. La sua gara, costruita su una prima vanga bruciante (22”76), ha dimostrato una maturità rara per un ragazzo della sua età; non c’è stata rimonta per gli avversari, solo la gestione controllata di un vantaggio che D’Ambrosio ha amministrato senza affanni, centrando l’obiettivo dichiarato di scendere sotto il muro dei 48”. Nella vasca accanto, a tenere alto il ritmo femminile, ci ha pensato Sara Curtis. La diciannovenne cuneese, dopo il record nei 50 dorso che aveva già scosso le acque nella giornata precedente, ha concesso il bis nei 100 stile. Il crono di 53”40 – certo non il suo primissimo della carriera (quello resta il 53”01 dello scorso anno) – basta e avanza per dominare la concorrenza, lasciando le briciole a Emma Virginia Menicucci, e conferma uno stato di grazia che sembra non conoscere picchi negativi. Due vittorie, due stili diversi, ma un filo conduttore identico: la capacità di rendere normale ciò che straordinario sembrava fino a un anno fa.
Barbotti, la sorpresa che cambia i piani
Se D’Ambrosio e Curtis erano attesi al varco, l’assoluta novità di questa tornata porta il nome di Jacopo Barbotti. Nessuno, probabilmente, si aspettava una rimonta così veemente nei 200 misti, eppure il giovane nuotatore della Canottieri Aniene (classe 2006, fresco di trasferimento a Roma) ha sconvolto ogni pronostico. Barbotti non solo ha vinto, ma ha letteralmente riscritto i propri limiti in poche ore: migliorato in batteria, ha dato il colpo di grazia in finale con un 1’57”75 che vale il titolo tricolore, il record italiano cadetti (cancellato il vecchio limite di Mantegazza) e, dettaglio tutt’altro che secondario, la qualificazione agli Europei di Parigi. La sfida con Alberto Razzetti, chiuso a un soffio (1’57”76), è stata una lezione di carattere: Barbotti ha recuperato negli ultimi metri, trovando quello scatto che trasforma un buon nuotatore in un caso nazionale. La progressione è impressionante – due secondi e mezzo abbassati in un solo giorno – e il tempo lo proietta già al dodicesimo posto nel ranking mondiale stagionale. Detto in altre parole: l’Italia scopre un’altra pedina fondamentale per le staffette e per i singoli, in una specialità, quella dei misti, che già poteva contare su Razzetti.
Staffette e il valore aggiunto delle Fiamme Gialle
A chiudere il cerchio di una giornata ricca di spunti, ci hanno pensato le staffette a confermare la profondità del movimento. La 4×100 mista donne ha regalato un duello acceso tra le rappresentative militari, con le Fiamme Gialle che si sono prese l’oro in 4’01”59 rifilando un distacco significativo ai Carabinieri (argento in 4’02”40) e all’Esercito (4’03”09). Un risultato che testimonia non solo la qualità delle singole frazioniste, ma anche la capacità di queste atlete di esprimersi al meglio nel contesto della staffetta, dove ogni decimo conta e la pressione si moltiplica. Nella prima frazione a dorso, tra l’altro, è arrivata la conferma del momento magico di Sara Curtis: la sua frazione in 1’00”35 rappresenta un nuovo primato personale, un dettaglio che arricchisce ulteriormente un bottino già pesantissimo. Dall’altra parte, a dare il la alla rimonta vincente dei Gialli, ci ha pensato proprio D’Ambrosio con una frazione a stile libero che ha chiuso i conti. La sensazione, osservando la compattezza dei risultati, è che questi campionati stiano assolvendo perfettamente al loro ruolo di crocevia in vista dell’estate: i tempi ci sono, i giovani spingono e i più esperti tengono il passo.




