Vasto attacco russo su Kiev e altre regioni: almeno quattro morti e venti feriti
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Redazione Esteri
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Nella notte tra il 5 e il 6 giugno, una nuova ondata di attacchi ha colpito l’Ucraina, con droni e missili lanciati su diverse aree del paese, tra cui la capitale. A Kiev, dove le esplosioni hanno illuminato il cielo, il bilancio – ancora provvisorio – parla di almeno quattro vittime e una ventina di feriti, mentre i soccorritori continuano a lavorare tra le macerie. "La città è stata oggetto di un altro attacco con droni e missili balistici", ha confermato il Servizio di Emergenza Statale ucraino in un messaggio su Telegram, senza fornire ulteriori dettagli sulle località colpite.
Parallelamente, le autorità russe hanno denunciato l’abbattimento di sette droni ucraini diretti verso Mosca, come riportato dal sindaco Sergey Sobyanin. Un altro velivolo senza pilota avrebbe invece colpito una raffineria nella regione di Saratov, provocando un incendio in un’area industriale. Le immagini diffuse mostrano colonne di fumo alzarsi dall’impianto, anche se non è chiaro l’entità dei danni.
L’offensiva russa non si è limitata alla capitale ucraina: secondo fonti locali, missili da crociera sono stati lanciati anche nelle regioni di Vinnytsia, Khmelnytskij, Leopoli e Ternopil, con l’Aeronautica militare ucraina che ha segnalato traiettorie verso ovest. Il sindaco di Kiev, Vitali Klitschko, ha confermato la gravità dell’attacco, sottolineando la presenza di numerosi feriti tra la popolazione civile.
Mentre la guerra prosegue senza tregua, con raid aerei che si susseguono ormai da mesi, le dichiarazioni delle autorità di entrambi i fronti rivelano una strategia sempre più incentrata su attacchi a infrastrutture e centri urbani. Se da un lato Mosca insiste nel descrivere le proprie operazioni come mirate, dall’altro Kiev denuncia il ripetersi di bombardamenti indiscriminati, con conseguenze sempre più drammatiche per i civili.




