Stellantis plaude a Merz, l'asse Roma-Berlino prova a riscrivere le regole Ue sull'auto

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Redazione Economia Redazione Economia   -   Antonio Filosa, amministratore delegato di Stellantis, ha espresso un netto apprezzamento per la presa di posizione del cancelliere tedesco Friedrich Merz, il quale, scrivendo alla Commissione europea, ha chiesto una revisione delle norme che prevedono lo stop alle vendite di auto termiche dal 2035. "Accogliamo con favore il sostegno del governo tedesco", ha dichiarato Filosa, sottolineando come tale mossa si allinei al pacchetto di proposte avanzate dall'associazione dei costruttori europei, l'Acea, ritenute "urgentemente necessarie" per rilanciare la crescita del settore. La pressione congiunta di due pilastri industriali come Italia e Germania, infatti, mira ad aprire uno spiraglio normativo che molti, nell'industria, attendevano da tempo.

Il nodo dei biocarburanti e delle tecnologie ibride

La lettera di Merz alla presidente della Commissione Ursula von der Leyen non chiede semplicemente una proroga, ma un ripensamento strutturale che contempli spazi per tecnologie ibride, per i cosiddetti range extender e, elemento non secondario, per i biocarburanti. Quest'ultimo punto, in particolare, rappresenta una potenziale leva di negoziato per Roma, la quale potrebbe cercare di sfruttare la sintonia con Berlino per ottenere una deroga che tenga conto delle specificità del suo parco circolante e delle sue filiere produttive. La domanda che attraversa i corridoi di Bruxelles, ora, è proprio se questo coordinamento transalpino possa concretamente portare a un allargamento delle opzioni tecnologiche consentite oltre la fatidica data del 2035.

L'allarme dell'industria e gli obiettivi considerati a rischio

La mossa tedesca, ben vista da Torino, si inserisce in un contesto di allarme diffuso tra i costruttori continentali, i quali ritengono gli obiettivi di riduzione delle emissioni di CO2 al 2030 e al 2035 sostanzialmente irraggiungibili con gli attuali tempi e condizioni. Senza un'accelerazione massiccia nelle infrastrutture di ricarica e senza una maggiore flessibilità tecnologica, avvertono in molti, la transizione elettrica rischierebbe di tradursi in un declino industriale irreversibile per il Vecchio Continente. Le proposte sostenute da Stellantis, e ora dal governo tedesco, includono per l'appunto nuovi target per i veicoli commerciali leggeri, un quadro normativo dedicato alle auto di piccole dimensioni e misure che incentivino più rapidamente il rinnovo del parco auto esistente, vecchio e inquinante.

L'attesa per il pacchetto Ue del 10 dicembre

Tutti gli occhi sono puntati sul pacchetto di misure che la Commissione europea sta ultimando e che dovrebbe essere adottato dal collegio dei commissari guidato da von der Leyen il prossimo 10 dicembre. Quel giorno potrebbe segnare una svolta per le sorti dell'automotive europeo. Tra i punti ancora in sospeso, e oggetto di un acceso dibattito interno, spiccano proprio due questioni cruciali: la possibilità di includere le ibride plug-in tra le tecnologie ammesse dopo il 2035 e la decisione di introdurre o meno quote legalmente vincolanti per il rinnovo delle flotte aziendali. Sono questi i dettagli, tecnici ma di enorme portata, su cui si giocherà la partita vera, mentre l'asse Roma-Berlino prova a far sentire il proprio peso per modellare norme che guardino, a loro dire, più alla realtà dei fatti che al solo dogma ambientale.

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