L'outlook positivo di S&P Global Ratings

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Redazione Economia Redazione Economia   -   Un rapporto di S&P Global Ratings, che analizza le prospettive per gli emittenti sovrani nel 2026, rivela come gli outlook positivi per i Paesi europei sviluppati superino ormai quelli negativi in un rapporto di due a uno, delineando un quadro più rassicurante di quanto il sentire comune non lasci spesso trasparire. Questo trend, che si concentra in particolare su economie di dimensioni più contenute e in passato sottoposte a programmi di assistenza, trova un suo riscontro significativo anche in un'Italia che, nonostante le persistenti fragilità, sembra mostrare una resilienza inaspettata. La decisione dell'agenzia, presa il 30 gennaio scorso, di revisionare al rialzo da "stabile" a "positivo" l'outlook sul rating di lungo termine 'BBB+' del Paese, si inserisce infatti in un contesto di miglioramento del quadro fiscale e di una tenuta del settore privato agli shock esterni che ha sorpreso molti osservatori.

I numeri che sorprendono il dibattito pubblico

La promozione decisa da Standard & Poor's, la quale ha peraltro confermato il giudizio BBB+, è giunta quasi in simultanea con la pubblicazione della stima preliminare del Pil del quarto trimestre del 2025, un dato che ha superato le attese degli analisti. La crescita dello 0,3%, accompagnata per di più dalla revisione al rialzo del trimestre precedente, da +0,1% a +0,2%, dipinge infatti i contorni di un'economia che, pur senza scatti di velocità, non è affatto immobile come una certa narrazione lascerebbe intendere. Il ministro dell'Economia e delle Finanze Giancarlo Giorgetti, commentando la decisione dell'agenzia, ha potuto così ribadire con un certo fondamento che "la traiettoria di maggiore credibilità dell'Italia non conosce soste", sottolineando un percorso di consolidamento dei conti pubblici che viene ormai riconosciuto a livello internazionale.

Il ruolo inatteso dei fattori culturali

Accanto ai parametri macroeconomici più tradizionali, che pure restano fondamentali per le valutazioni delle agenzie di rating, alcuni analisti hanno iniziato a considerare l'impatto di fenomeni atipici, capaci tuttavia di iniettare fiducia e liquidità nel sistema. È il caso, per fare un esempio paradossale ma non per questo irrilevante, del cosiddetto "effetto Zalone", legato al successo stratosferico dell'ultimo film dell'attore e regista, diventato il maggior incasso di sempre nella storia del cinema italiano. Eventi di questo genere, sebbene difficili da quantificare nei modelli econometrici, contribuiscono a creare un clima di ottimismo e a generare un indotto economico diffuso, alimentando un circuito virtuoso che non può essere completamente ignorato.

Lo scenario internazionale e le nuove sfide

Il quadro generale, tuttavia, rimane complesso e non privo di incognite, anche alla luce dei recenti sviluppi della politica internazionale. L'ascesa di Donald Trump alla presidenza degli Stati Uniti, per citare l'elemento più rilevante, introduce nuove variabili geopolitiche ed economiche destinate a influenzare gli scenari globali, compresi quelli europei. La capacità dell'Italia di mantenere la rotta di un risanamento prudente, dimostrando al contempo di poter sostenere una crescita, seppur modesta, anche in un contesto esterno potenzialmente più volatile, rappresenta dunque la sfida principale per il prossimo futuro, una sfida sulla quale si misurerà la possibilità di un ulteriore miglioramento del giudizio di merito creditizio.

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