Infortuni sul lavoro a Piacenza, calano i casi ma aumentano i morti
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Redazione Interno
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Nonostante un calo generale del 5,6% degli infortuni denunciati all'INAIL, che nei primi otto mesi del 2025 sono scesi a 2.888 rispetto ai 3.058 dello stesso periodo dell'anno precedente, la provincia di Piacenza registra un incremento drammatico delle morti bianche, quasi raddoppiate passando da 5 a 9, con un picco del 133% negli incidenti avvenuti in occasione di lavoro. Una contraddizione, questa, emersa in maniera plateale durante la 75esima giornata nazionale per le vittime degli incidenti sul lavoro, celebrata il 12 ottobre, che ha offerto il quadro di una sicurezza ancora lontana dall'essere garantita. L'Anmil, associazione che da decenni raccoglie le istanze dei lavoratori mutilati e invalidi, ha rilanciato l'allarme, sottolineando come la riduzione numerica complessiva nasconda una recrudescenza della mortalità, la quale, peraltro, non risparmia settori cruciali come quello sanitario e dei servizi sociali, dove si è verificata una drammatica escalation.
Le voci spezzate dal lavoro
Accanto ai freddi numeri, che pure descrivono una tendenza preoccupante, risuonano le testimonianze personali, come quella di Giuseppe, il quale, ricordando il giorno in cui un incidente gli ha cambiato l'esistenza, afferma: "Quel giorno ero al lavoro. L'incidente cambiò tutto". Una di quelle tante voci che, durante la commemorazione, hanno ricordato come ogni statistica rappresenti una vita sconvolta, una famiglia segnata. Episodi che, sebbene possano apparire relegati al passato, trovano un'eco tragica e immediata in fatti di cronaca recenti, come il grave infortunio mortale registrato pochi giorni fa in Molise, a dimostrazione di come il fenomeno sia purtroppo attuale e diffuso in tutto il territorio nazionale.
Il silenzio che parla più delle parole
La solennità della giornata è stata caratterizzata, in diverse parti d'Italia, da momenti di forte partecipazione emotiva, lontani dalla retorica dei convenevoli istituzionali. A Lecco, ad esempio, ai piedi del Monumento alla Cultura e alla Civiltà del Lavoro, non ci sono stati i tradizionali discorsi delle autorità. La scelta, profondamente simbolica, è stata invece quella di osservare tre minuti di silenzio e di dare spazio al dolore diretto dei familiari, come nel caso della commovente lettera scritta dalla famiglia di Aldo Civillini, il camionista di Brivio deceduto lo scorso 16 luglio all'età di 48 anni mentre era impegnato nel suo lavoro, letta pubblicamente dal consigliere provinciale Antonio Pasquini.
Il quadro nazionale e il monito dell'Anmil
I dati piacentini si inseriscono in un contesto nazionale che l'Anmil definisce "ancora difficile per molti lavoratori", con numeri che testimoniano una piaga sociale non sanata. L'associazione, nel ribadire la sua missione, ha posto l'accento sulla necessità di non abbassare la guardia, nonostante il lieve miglioramento nel numero complessivo di infortuni, perché l'aumento delle vittime mortali indica chiaramente la persistenza di criticità gravissime nei luoghi di lavoro. La sicurezza, che dovrebbe essere un diritto inalienabile, si conferma dunque un obiettivo ancora da raggiungere pienamente, con un costo umano che continua a essere inaccettabilmente alto.




