Oksana Murasova, di nuovo una coltellata al compagno durante una lite: per i giudici è legittima difesa

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Redazione Interno Redazione Interno   -   La sua storia giudiziaria, già segnata da un omicidio commesso undici anni fa, si è arricchita di un nuovo, drammatico capitolo che la riporta suo malgrado al centro dell'attenzione cronachistica. Oksana Murasova, trentanovenne ex ballerina lituana con alle spalle una condanna definitiva per aver ucciso a coltellate il precedente convivente, è stata nuovamente protagonista di un episodio di violenza domestica nella sua abitazione di via Soffredini, zona Precotto a Milano, dove risiede con l'attuale compagno. Una lite furibonda, degenerata nel tardo pomeriggio di domenica 15 febbraio, ha portato la donna a impugnare un coltello da cucina e a sferrare un fendente al fianco sinistro dell'uomo, un cinquantatreenne che, secondo quanto emerso dalle prime ricostruzioni, l'avrebbe prima picchiata con calci e pugni. Ferito ma sempre cosciente, lui si è estratto la lama, gettandola dalla finestra – un gesto che ha reso vana la successiva ricerca dell'arma da parte degli inquirenti – e tamponandosi la ferita in attesa dei soccorsi, giunti dopo la chiamata della stessa Murasova, che nel frattempo si era allontanata dall'appartamento -6.

La richiesta di aiuto e la versione della donna

È stata proprio la lituana, come confermano gli atti dell'indagine, a mettersi in contatto con il numero per le emergenze, fornendo indicazioni precise sull'accaduto e sulla sua posizione, per poi recarsi spontaneamente alla clinica Mangiagalli dove i medici le hanno riscontrato evidenti segni di percosse sul petto. Una condotta, questa, che ha contribuito a delineare un quadro ben preciso della dinamica agli occhi degli investigatori e, successivamente, del pubblico ministero di turno Pasquale Addesso. Sentita dagli agenti, la Murasova ha raccontato di essere stata aggredita dall'uomo durante un violento alterco e, dopo un vano tentativo di fuga, di essere stata raggiunta e bloccata da lui; in quel frangente, temendo per la propria incolumità, avrebbe afferrato la prima lama a disposizione per colpirlo e liberarsi dalla presa. Una versione, la sua, che ha trovato riscontro nelle contusioni riscontrate sul suo e che ha indotto la magistratura a valutare la sua azione come estremo, quanto drammatico, atto di reazione a un'aggressione in corso -3-4.

La decisione della magistratura e un passato di violenze

La Procura, dopo aver esaminato la posizione della donna e valutato gli elementi raccolti, ha optato per una soluzione che, seppur provvisoria e legata allo stato degli atti, appare già chiaramente delineata: Oksana Murasova è stata formalmente indagata a piede libero per il reato di lesioni aggravate, ma senza alcuna misura cautelare. La ragione di questa decisione risiede nella constatazione, da parte dell'autorità giudiziaria, della sussistenza dei presupposti per la legittima difesa, un istituto che, in questa prima fase, ha portato al riconoscimento della piena proporzionalità tra la minaccia subita e la reazione messa in atto -6. Non è la prima volta che le forze dell'ordine varcano la soglia di quell'appartamento per un episodio di violenza domestica: lo scorso 27 novembre, infatti, era scattato il cosiddetto "codice rosso", il protocollo di intervento a tutela delle vittime di violenza, ma in quell'occasione la Murasova aveva opposto un netto rifiuto a formalizzare una denuncia nei confronti del compagno, interrompendo di fatto l'iter di protezione che era stato attivato -3-6.

I precedenti penali di entrambi i compagni

A rendere la vicenda ancora più complessa e, per certi versi, emblematica di un rapporto segnato da una doppia e pesantissima ombra giudiziaria, è il passato dell'uomo ferito, un cinquantatreenne le cui generalità sono state fornite agli inquirenti. L'attuale compagno della Murasova, come hanno appurato i cronisti, non è estraneo a fatti di sangue: nel lontano aprile del 2008, a Sesto San Giovanni, fu protagonista di un terribile episodio in cui, al culmine di una lite, investì volontariamente con la sua auto un cittadino marocchino di trentasette anni, provocandone la morte. Per quel gesto, configuratosi come omicidio volontario, scontò una pena detentiva che si è conclusa nel 2019 -6-8. Un passato, il suo, che riecheggia quello della compagna, la cui condanna per l'omicidio di Ruslan Bilous, avvenuto nell'aprile del 2015 nell'appartamento di via Ripamonti, è diventata definitiva solo dopo un lungo e complesso iter processuale. In primo grado, com'è noto, la Corte d'Assise aveva derubricato l'accusa da omicidio volontario a colposo per eccesso colposo di legittima difesa, riconoscendo che la donna aveva agito per difendere la figlia minacciata, infliggendole una pena di due anni e otto mesi; in Appello, poi, la condanna fu ridefinita in otto anni e due mesi, pena che la Murasova ha interamente scontato, tornando in libertà lo scorso agosto, appena sei mesi prima di questo nuovo, drammatico episodio -5-8.

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Description: Oksana Murasova, già condannata per omicidio, accoltella il compagno a Milano. Per i giudici è legittima difesa. Lei, picchiata, reagisce con un fendente al fianco. L'uomo ha un passato per omicidio stradale volontario.

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