Alex Cotoia libero: legittima difesa riconosciuta

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Redazione Interno Redazione Interno   -   Alex Cotoia, il giovane di 22 anni che il 30 aprile 2020 uccise il padre Giuseppe Pompa a Collegno, è stato assolto anche in appello bis dalla Corte d’assise d’appello di Torino. La sentenza, emessa lunedì 13 gennaio, ha riconosciuto che Alex agì per legittima difesa, salvando la madre da un’aggressione che avrebbe potuto rivelarsi fatale. La madre, Maria Cotoia, ha espresso un immenso sollievo, dichiarando che senza l'intervento del figlio sarebbe stata l'ennesima vittima di femminicidio.

Il caso ha suscitato grande attenzione mediatica, non solo per la drammaticità dell'evento, ma anche per il lungo iter giudiziario che ha visto Alex difendersi dalle accuse di omicidio. L'avvocato Enrico Grosso, professore di diritto costituzionale, ha sostenuto la difesa di Alex, sottolineando come il pericolo fosse reale e immediato, giustificando così l'azione del giovane.

Alex, che all'epoca dei fatti aveva solo 18 anni, ha vissuto anni di depressione e difficoltà, abbandonando gli studi. Ora, con la sentenza di assoluzione, spera di poter riprendere in mano la sua vita e godersi un po' di normalità insieme alla fidanzata, che non lo ha mai abbandonato durante tutto il processo. La madre, con voce commossa, ha raccontato il calvario vissuto negli ultimi cinque anni, esprimendo gratitudine per il riconoscimento della legittima difesa da parte dei giudici.

Il caso di Alex Cotoia rappresenta un esempio significativo di come la giustizia possa riconoscere situazioni di estrema emergenza e pericolo, valutando le circostanze con attenzione e umanità.

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