Foligno, coltellata dopo una lite per i cani: arrestato dirigente comunale
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Redazione Interno
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Un litigio, nato ancora una volta per questioni legate agli animali domestici, è sfociato in un episodio di violenza che ha rischiato di avere esiti letali nel centro di Foligno. La dinamica, secondo quanto ricostruito, ha visto protagonista un uomo di 39 anni, noto per portare a spasso il proprio pit bull senza guinzaglio né museruola, e Francesco Maria Castellani, dirigente dell’area lavori pubblici del comune umbro. I due, i cui dissapori per motivi analoghi non erano nuovi, si sono incrociati in via Garibaldi e via Alunno, dove il cane di razza pit bull si è avvicinato ai due cani al seguito del funzionario. Da un alterco verbale, probabilmente originato da quello che potrebbe apparire un pretesto futile, la situazione è degenerata rapidamente fino all’aggressione fisica.
L'aggressione e l'arresto
È in quel frangente che Castellani, come ipotizzato dagli investigatori, ha sferrato una coltellata all’addome del 39enne, il quale, ferito in modo grave, è stato trasportato d’urgenza in ospedale dove è rimasto in prognosi riservata, sfiorando la tragedia. L’intervento delle forze dell’ordine è stato immediato e, sulla base degli elementi raccolti, la Procura di Spoleto – che coordina le indagini della polizia – ha fatto arrestare il dirigente, formalmente con l’accusa di tentato omicidio. L’uomo, dopo le formalità di rito, è stato posto agli arresti domiciliari in attesa dei successivi sviluppi processuali, mentre gli accertamenti continuano per definire ogni dettaglio della vicenda.
Le dichiarazioni del primo cittadino
La notizia dell’arresto ha colpito l’amministrazione comunale, come hanno evidenziato le parole del sindaco Stefano Zuccarini, il quale ha definito l’accaduto “un colpo inaspettato”. Zuccarini, riferendosi a Castellani come a “un nostro dirigente di primo piano”, ha anticipato che l’ente attenderà una comunicazione formale da parte del suo legale per dichiarare l’impossibilità di svolgere la funzione lavorativa, per poi “attivarsi per i provvedimenti del caso”. Una presa d’atto istituzionale che segue lo sconcerto per un gesto che appare del tutto disgiunto dalla figura pubblica conosciuta in città, quella di un ingegnere e funzionario affermato.
Il quadro delle indagini
Le indagini, mentre si concentrano sul movente preciso e sulla sequenza degli eventi, non trascurano il contesto in cui è maturata la lite, ovvero la gestione degli animali in luoghi pubblici, un tema che in questa circostanza ha costituito il detonatore di una reazione spropositata. La gravità delle lesioni riportate dalla vittima, unita all’uso di un’arma da taglio, ha indotto la magistratura a perseguire la fattispecie più severa, quella del tentato omicidio, considerando l’elevato pericolo per l’integrità fisica che un tale atto comporta. Restano, intanto, i fatti nudi e crudi di una mattina di dicembre, in cui una passeggiata con i cani si è trasformata in un fatto di cronaca nera che ha scosso la quotidianità della città.




