Medicina, al via il semestre filtro tra aule gremite e calo nazionale di iscritti
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Redazione Salute
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Le aule universitarie di tutta Italia hanno spalancato le porte per accogliere la prima tornata di aspiranti medici del nuovo "semestre filtro", un cambiamento epocale – atteso da venticinque anni – che ha spostato la selezione, prima affidata al test d'ingresso, a un periodo di studio iniziale. La riforma, fortemente voluta dall’esecutivo, abolisce dunque lo sbarramento numerico all'iscrizione, permettendo a chiunque di frequentare i corsi propedeutici in chimica, biologia e fisica, per poi affrontare gli esami che stabiliranno, in base al merito, la graduatoria definitiva d'accesso al corso di laurea magistrale.
All’Università della Calabria, l’Aula Magna “Beniamino Andreatta” si è presentata gremita in occasione del “Welcome Day” dedicato agli studenti del corso di Medicina e chirurgia TD, segnando un avvio carico di aspettative. Un entusiasmo che, seppur palpabile in molti atenei, non si è tradotto in un boom generalizzato delle immatricolazioni; anzi, i dati ministeriali riportano una flessione nazionale del 15%, con le iscrizioni al semestre che sono passate dalle 64.006 dello scorso anno alle attuali 54.313.
In netta controtendenza, però, si è posizionata l’Università di Pisa, che ha registrato un incremento significativo del 26%: gli iscritti al polo di San Rossore sono 1.873, contro i 1.287 dell’anno accademico precedente. Una dinamica che dimostra come la scelta dell’ateneo giochi un ruolo determinante per gli studenti, i quali – ora liberi di iscriversi senza il vincolo del numero chiuso – sembrano privilegiare gli istituti dal consolidato prestigio formativo.




