Napoli-Parma, il gol annullato a McTominay e il pari che allontana dalla vetta

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Redazione Sport Redazione Sport   -   Il pareggio a reti bianche contro il Parma, terzo consecutivo in campionato, rappresenta per il Napoli una frenata decisiva nella corsa al Titolo, che ora vede l'Inter fuggire a sei lunghezze di distanza. Un risultato opaco, quello dell'undicesima giornata, condizionato da una prestazione complessivamente fiacca e da un episodio arbitrale divenuto, sin dal primo fischio, il fulcro di ogni discussione. Al centro della polemica, infatti, finisce l'annullamento, deciso dopo una lunga consultazione al VAR, del gol che avrebbe portato in vantaggio gli azzurri all'undicesimo minuto del primo tempo: a segnare, di fatto, era stato Scott McTominay, ma a viziare l'azione, secondo la valutazione degli arbitri in campo e al monitor, sarebbe stata la posizione di partenza del compagno di squadra Pasquale Mazzocchi.

Il verdetto del fuorigioco semiautomatico

A decretare l'irregolarità è stato il sistema di fuorigioco semiautomatico, la cui ricostruzione tecnica è apparsa, almeno a un primo esame visivo, di una precisione quasi spietata. Sebbene molti osservatori, dalle tribune agli studi televisivi, avessero inizialmente ipotizzato che solo il braccio del calciatore, parte del con la quale non è consentito segnare, fosse avanzato oltre la linea, i dati tridimensionali hanno invece rilevato come una porzione della sua spalla risultasse in posizione irregolare. Una valutazione millimetrica, quella compiuta dalla tecnologia, che ha quindi convalidato la decisione dell'arbitro Fabbri di cancellare la rete, attribuendogli nella stampa del giorno dopo un giudizio severissimo, fermo a un 4.5 in pagella secondo alcune testate.

La tesi alternativa de Il Mattino

Una ricostruzione diametralmente opposta a quella ufficiale viene però avanzata, con clamore, dal quotidiano "Il Mattino". Il giornale napoletano, analizzando i fotogrammi dell'azione, sostiene una tesi differente: Mazzocchi si sarebbe trovato in fuorigioco esclusivamente con il braccio, elemento che, secondo il regolamento, non costituisce di per sé un'infrazione punibile ai fini del gol. "La moviola del Mattino ricostruisce diversamente l'episodio", si legge, precisando che, secondo questa interpretazione, la spalla non era coinvolta e il gol di McTominay avrebbe quindi dovuto essere convalidato. Una divergenza di analisi che accende ulteriormente il dibattito sull'uso e l'interpretazione dei dati tecnologici.

Una giornata opaca per l'attacco azzurro

Al di là della controversia arbitrale, la partita ha messo in luce le fatiche di un Napoli che, dopo l'impegno di San Siro, ha mostrato segni evidenti di affaticamento fisico e mentale. La partita è stata caratterizzata da un ritmo non elevato e da una manovra spesso prevedibile, fattori che hanno agevolato il compatto assetto difensivo organizzato dal Parma. In questo contesto, è parso particolarmente in ombra Rasmus Hojlund, tenuto sotto stretta sorveglianza dai centrali avversari Troilo e Circati, i quali gli hanno concesso ben poche occasioni per rendersi pericoloso. L'unico, tra i big, a mantenere costantemente alti i giri del motore è stato proprio McTominay, il cui slancio è però rimasto senza il giusto premio a causa della decisione che ha spento il suo momentaneo esulto.

Il pressing alto e l'intensità che avevano caratterizzato le migliori prove del Napoli sono sembrati attenuati, in un primo tempo regalato all'avversario, nonostante la squadra fosse scesa in campo con diversi cambi rispetto alla precedente fatica. Un pareggio che pesa come una sconfitta, quindi, e che costringe gli azzurri a una riflessione mentre il treno della capolista sembra aver già preso un'altra velocità.

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