Gaza, 648° giorno di guerra: nuovi massacri nei centri di distribuzione degli aiuti
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Redazione Esteri
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Mentre prosegue senza sosta l’offensiva israeliana sulla Striscia di Gaza, giunta ormai al suo 648° giorno, il bilancio delle vittime continua a crescere in quello che le autorità locali definiscono un "genocidio" condotto con il sostegno politico e militare degli Stati Uniti, guidati da Donald Trump, e di diversi paesi europei e arabi. Oggi, almeno 42 palestinesi, tra cui 11 bambini, hanno perso la vita in una nuova ondata di violenze che ha colpito in particolare i civili in cerca di aiuti umanitari.
A Khan Younis, nel sud dell’enclave assediata, 19 persone sono morte in circostanze ancora controverse presso un centro della Gaza Humanitarian Foundation (Ghf). Secondo il ministero della Sanità di Gaza, 15 di loro sono decedute per soffocamento, mentre altre sei sono state uccise da colpi d’arma da fuoco. Le versioni divergono: se da un lato l’ufficio mediatico di Gaza ha respinto come "falso e fuorviante" il resoconto della Ghf, che parlava di "agitatori armati" legati ad Hamas tra la folla, dall’altro testimoni riferiscono di un uso massiccio di gas lacrimogeni da parte delle forze israeliane per disperdere l’assembramento.
Non è la prima volta che i civili in fila per ricevere cibo e medicinali diventano bersaglio di quella che le organizzazioni internazionali denunciano come una strategia sistematica di privazione degli aiuti. Gli attacchi aerei e i bombardamenti di artiglieria, che nelle ultime ore hanno colpito anche abitazioni e rifugi temporanei, si inseriscono in un contesto di escalation militare iniziata 120 giorni fa, quando Israele ha rotto unilateralmente il cessate il fuoco.
Intanto, il governo di Benjamin Netanyahu – la cui stabilità è sempre più precaria – ha annunciato l’apertura di un nuovo corridoio militare, mentre le forze di occupazione (IOF) continuano a presidiare i territori già evacuati. Le autorità sanitarie locali, che operano in condizioni disperate, segnalano un aumento dei casi di malnutrizione e malattie infettive, aggravati dalla distruzione degli ospedali e dalla carenza di farmaci.




