Sinner a Candiolo, un ace per la ricerca contro il cancro
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Redazione Sport
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Mentre a Torino l’attesa per le Nitto Atp Finals 2025, in programma da domenica 9 a domenica 16 novembre, tocca ormai il suo apice, Jannik Sinner ha scelto di inaugurare il suo impegno in città con un gesto che, ormai, è diventato una tradizione tanto attesa quanto i suoi match. Il numero uno del ranking mondiale, il quale affronterà i migliori sette tennisti della stagione in un torneo il cui ultimo partecipante deve ancora essere annunciato, ha infatti dedicato la sua prima giornata torinese a un impegno che va oltre le righe di un campo da tennis, tornando per la terza volta consecutiva all’IRCCS di Candiolo. Un luogo, quest’ultimo, dove la competizione cede il passo alla solidarietà e dove la sua presenza, ormai consolidata, segna l’avvio simbolico della manifestazione tennistica.
Il legame con l’istituto oncologico
Accolto dalla presidente Allegra Agnelli, Sinner ha preso parte al lancio della campagna “Un Ace per la Ricerca”, che Intesa Sanpaolo e la Fondazione Piemontese per la Ricerca sul Cancro ripropongono in concomitanza con le Finals. L’iniziativa, come noto, si prefigge di convertire ogni ace messo a segno dai campioni durante il torneo in fondi destinati all’acquisto di nuove apparecchiature medicali d’avanguardia, le quali, di fatto, rappresentano un’arma in più nella battaglia contro la malattia. Dopo essersi sottoposto a visite di routine al J Medical, il tennista si è dunque spostato verso l’istituto oncologico, incontrandone il personale e i pazienti, ai quali ha riservato una particolare attenzione.
La visita in anteprima alla nuova sala
Durante la visita, che ha assunto i toni di un momento privato e sostanziale più che di una mera apparizione pubblica, a Sinner è stata offerta l’opportunità di osservare in anteprima la nuova sala Angiografica dell’Istituto. Si tratta di un tassello fondamentale, questo, per il progetto più ampio che porterà alla realizzazione della nuova Biobanca dell’IRCCS, una struttura che promette di elevare ulteriormente gli standard di cura. La tecnologia, che consente di eseguire procedure mininvasive con immagini di altissima risoluzione, garantisce peraltro una maggiore sicurezza per chi è in trattamento e al contempo riduce in maniera significativa i tempi di recupero, un dettaglio non secondario nel percorso di un paziente.
Il racconto dell’incontro oltre il tennis
Quello di Candiolo non sarà l’unico momento in cui il legame tra il campione e la ricerca verrà messo in luce, poiché il personale medico dell’istituto avrà un ruolo da spettatore d’eccezione nella quarta puntata di “Jannik Oltre il tennis”. L’intervista annuale, condotta dal direttore Federico Ferri, si propone di esplorare le dimensioni del fuoriclasse che trascendono il gioco, offrendo una prospettiva più intima e personale. Un evento, quest’ultimo, che si annuncia come il prologo ideale a una settimana in cui i riflettori saranno puntati non solo sui colpi vincenti, ma anche sul loro valore al di là della cortina del successo sportivo.
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