Sanremo, Alicia Keys e Ramazzotti per la prima volta insieme sul palco dell'Ariston

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Redazione Cultura e Spettacolo Redazione Cultura e Spettacolo   -   C'è chi arriva al Festival di Sanremo per vincere, chi per partecipare, ma poi ci sono quelli che salgono sul palco dell'Ariston per scrivere una pagina di storia della musica, e l'esibizione in programma per questa sera, giovedì 26 febbraio, ne ha tutti i crismi. Eros Ramazzotti e Alicia Keys, due voci che hanno girato il mondo e venduto decine di milioni di dischi, canteranno per la prima volta dal vivo insieme, in quella che viene annunciata come un'anteprima mondiale assoluta; lo faranno a quarant'anni esatti dalla vittoria di Ramazzotti con "Adesso Tu", un brano che nel 1986 lo lanciò definitivamente. Per l'occasione, il cantante romano, che proprio in questi giorni è impegnato con il suo "Una Storia Importante World Tour" partito da Parigi, farà un'eccezione tornando sul palco che lo ha reso celebre, e lo farà per riproporre, in una veste del tutto inedita, "L'aurora". Il brano, uno dei più intimi del repertorio di Ramazzotti, era già uscito a novembre in una nuova versione duettata proprio con la Keys, un arrangiamento che i due avevano inciso anche in spagnolo, ma la performance dal vivo è sempre stata rimandata fino a stasera.

Il significato di questa esibizione, peraltro, travalica la semplice collaborazione artistica, assumendo i contorni di un personale e sentito pellegrinaggio familiare. Alicia Keys, che di Grammy ne ha vinti diciassette e che di solito riempie gli stadi in ogni angolo del pianeta, ha voluto sottolineare con forza quanto questo momento rappresenti per lei un'occasione unica per onorare le proprie origini, quelle radici italiane che affondano nei suoi nonni, originari della Sicilia. Cantare in italiano, ha spiegato la stessa artista in una nota diffusa nelle ore precedenti all'esibizione, le permetterà finalmente di dare voce alta a quell'eredità culturale che ha sempre portato con sé con fierezza, e farlo proprio sul palcoscenico simbolo della canzone italiana aggiunge a tutto ciò un livello di magia difficilmente eguagliabile. La sua emozione, del resto, è più che comprensibile: non capita tutti i giorni di poter unire la propria storia personale a quella professionale in un abbraccio così simbolico e potentemente mediatico.

Gli ascolti della seconda serata, tra calo fisiologico e picchi d'audience

Mentre l'attesa per il duetto internazionale cresce minuto dopo minuto, la macchina del Festival intanto continua a macinare numeri e a far parlare di sé anche per i dati d'ascolto, che rappresentano sempre il termometro più immediato per valutare la salute della kermesse. Nella seconda serata, andata in onda mercoledì 25 febbraio, il pubblico che ha scelto di rimanere sintonizzato su Rai1 è stato in media di 9 milioni e 53mila spettatori, con uno share del 59,5% secondo i rilevamenti Auditel Total Audience. Un risultato che, se paragonato ai 9 milioni e 600mila del debutto di martedì, mostra una flessione in valori assoluti di circa mezzo milione di spettatori, ma che in realtà viene letto con un certo sollievo negli uffici di viale Mazzini, perché lo share è addirittura cresciuto, passando dal 58% iniziale al 59,5% di mercoledì.

A guardare i dati nel dettaglio, si scopre poi che la serata ha avuto dei veri e propri picchi di audience che ne testimoniano la capacità di tenere incollati allo schermo milioni di italiani. Il momento clou in termini assoluti si è registrato intorno alle 21.57, quando l'ingresso sul palco di Pilar Fogliati, attrice e volto noto del cinema italiano, ha fatto schizzare l'ascolto a 13.389.000 spettatori. Un altro picco, questa volta in termini di share, è stato toccato invece a notte fonda, precisamente alle 00.49, quando il bis dell'esibizione di Lillo, comico e attore molto amato dal pubblico, ha conquistato ben il 65,73% di chi in quell'ora aveva ancora il televisore acceso. La prima parte della serata, quella che va dalle 21.46 alle 23.34, ha raccolto una media di 11.531.000 spettatori con il 58,2%, mentre la seconda parte, fino all'una e dieci, si è assestata su 5.947.000 spettatori ma con uno share in netta risalita al 62%.

L'ironia di Conti sul proprio operato e la terza serata alle porte

Inevitabilmente, durante la consueta conferenza stampa di mezzogiorno all'interno del rooftop dell'Ariston, la parola è passata ai numeri e al conduttore e direttore artistico Carlo Conti, che non si è sottratto alle domande dei cronisti. Con la sua proverbiale ironia, e una battuta che in molti hanno apprezzato per la capacità di sdrammatizzare, Conti ha commentato l'andamento degli ascolti, che nelle sue previsioni potevano anche essere peggiori: "Pensavo di fare il 55%, quando ho visto il 58% sono rimasto molto contento". Poi, con una frase a effetto che gli è valsa le risate dei presenti, ha aggiunto: "Se gli ascolti fossero diminuiti, la colpa sarebbe stata del direttore artistico; visto che sono aumentati, il merito non è del direttore artistico. I fattori sono mille, l'importante è continuare così, continuiamo a pedalare col sorriso sulle labbra".

Al di là delle battute, la sensazione è che il meccanismo pensato da Conti per questa sua seconda edizione consecutiva dopo il ritorno alla guida del Festival stia funzionando, nonostante il confronto con lo scorso anno sia impietoso in termini puramente numerici: nel 2025 la seconda serata era stata vista da una media di 11.800.000 spettatori con il 64,6% di share. Ma i paragoni, in televisione, sono sempre difficili e spesso poco utili, come del resto ha sottolineato lo stesso conduttore. E stasera si volta pagina, con la terza serata che vedrà salire sul palco i quindici big che non si sono ancora esibiti, tra cui Francesco Renga, Malika Ayane e Michele Bravi, e che decreterà anche il vincitore o la vincitrice tra le Nuove Proposte, con la finalissima che vedrà sfidarsi Angelica Bove e Nicolò Filippucci. Ma gli occhi di tutti, si sa, saranno puntati su di loro, su Eros e Alicia, pronti a fondere le loro voci in quel dialetto musicale che non conosce confini e che, forse, è la più bella delle eredità.

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