Alicia Keys e quel ritorno alle radici siciliane sul palco di Sanremo, tra un nude look da antesignana e il duetto con Eros Ramazzotti

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Redazione Cultura e Spettacolo Redazione Cultura e Spettacolo   -   Il Festival di Sanremo, giunto alla sua terza serata, ha trovato la scossa che cercava. Dopo un avvio in sordina, con il pubblico dell’Ariston apparentemente assopito sotto il peso delle trenta canzoni in gara, e una seconda puntata di lento risveglio, è stata la musica internazionale a galvanizzare la platea. Sul palco, a infiammare gli animi, ci hanno pensato Eros Ramazzotti e Alicia Keys, lei ospite per la prima volta nella storia della kermesse. Il duetto, previsto per le 22.37 secondo la scaletta diffusa dall’ufficio stampa Rai, ha visto i due artisti interpretare L’aurora, uno dei brani più intimi del repertorio del cantante romano, che proprio in questi giorni festeggia i quarant’anni dalla vittoria con Adesso tu -9. La cantante newyorkese, diciassette volte vincitrice dei Grammy Awards, non si è limitata a condividere il palco: ha voluto cantare in italiano, omaggiando non solo il pubblico ma anche le sue stesse origini, quelle dei nonni siciliani, un legame che ha più volte sottolineato come motivo di orgoglio personale e artistico -2.

A rendere la performance ancora più memorabile, però, non è stata solo la voce. Alicia Keys ha portato all’Ariston il suo credo estetico, quello stesso che dieci anni fa la portò a fondare il movimento #nomakeup, un’iniziativa che all’epoca fece scalpore e che oggi, a distanza di un decennio, appare quanto mai profetica. La sua scelta di presentarsi con un nude look radicale, una pelle luminosa e apparentemente priva di filtri, ha rappresentato una cesura netta con l’estetica classico-romantica che aveva dominato le prime due serate, fatte di onde morbide e visi eccessivamente glow. Da antesignana del trucco invisibile, la cantante si è fatta portavoce di una tendenza che nel frattempo ha conquistato le it girl di mezzo mondo, dimostrando come l’eleganza possa risiedere proprio nella sottrazione, nella capacità di mostrarsi al naturale senza per questo rinunciare alla luce del palcoscenico -4.

La terza serata, condotta come da copione da Carlo Conti con la co-conduzione fissa di Laura Pausini, ha visto l’ingresso di due figure pensate per movimentare il racconto: la super top model russa Irina Shayk e il comico Ubaldo Pantani, tornato nei panni del suo ormai celebre personaggio Lapo Elkann. Se Pantani ha regalato i consueti sketch ironici, alternandosi con Virginia Raffaele e Fabio De Luigi — presenti per presentare il loro film Un bel giorno —, Shayk ha scaldato la platea con dichiarazioni mirate: «Carlo, sono qui per te», ha esordito rivolgendosi a Conti, salvo poi aggiungere, guardando a Pausini, «Sei la mia cantante italiana preferita» -1. Poco prima, l’Ariston aveva tributato una standing ovation a Mogol, premiato con il Premio alla Carriera: «È un’accoglienza che mi ha commosso», ha dichiarato il paroliere visibilmente emozionato.

Prima dell’ingresso dei superospiti, la serata si era aperta con la finale delle Nuove Proposte, vinta da Nicolò Filippucci con il brano Laguna. Ad Angelica Bove, autrice di Mattone, sono andati invece il Premio della Critica intitolato a Mia Martini e il Premio della Sala Stampa Lucio Dalla, un doppio riconoscimento che ne certifica il valore artistico nonostante la sconfitta nella competizione principale -9. Sul versante della gara, si sono esibiti gli altri quindici Big, quelli che non avevano calcato il palco nelle serate precedenti. Da Maria Antonietta & Colombre con La felicità e basta a Sayf con Tu mi piaci tanto, passando per Raf, Francesco Renga, Arisa e Serena Brancale: una carrellata lunga che si è protratta fino all’una di notte, quando è stata comunicata la classifica provvisoria dei cinque brani più votati dalla Giuria delle Radio e dal televoto, senza però svelarne l’ordine esatto.

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