Mortalità estiva giù rispetto al 2015-2019, ma la prima ondata di calore del 2025 accende i riflettori sul rischio
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Redazione Interno
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La prima ondata di calore che ha investito l'Europa nel giugno del 2025, con picchi di temperatura che in Francia hanno superato i 44 gradi e in Germania hanno sfondato il muro dei 41, ha riacceso i riflettori su un tema sempre più drammaticamente attuale: l'impatto del caldo estremo sulla salute pubblica. Mentre il continente registrava record storici e le infrastrutture cedevano sotto la morsa del caldo, l'Organizzazione Mondiale della Sanità lanciava l'allarme, parlando di un "killer silenzioso" responsabile di oltre 1.300 decessi in eccesso in soli otto giorni, con 150 milioni di persone esposte a condizioni climatiche estreme, scuole chiuse e reti elettriche al collasso.
Le stime del Grantham Institute e i modelli previsionali
I numeri diffusi dal direttore generale dell'OMS, Tedros Adhanom Ghebreyesus, sulla piattaforma X, sono impietosi e dipingono il ritratto di un'Europa impreparata ad affrontare una nuova realtà climatica che avanza più velocemente di quanto molti modelli avessero previsto. A corroborare questo quadro allarmante sono giunti anche gli studi del Grantham Institute dell'Imperial College di Londra, che hanno stimato i decessi attribuibili al caldo in dodici grandi città europee, incluse Roma, Milano e Sassari, durante l'ondata di calore di giugno 2025.
Secondo queste proiezioni, su un totale di 2.305 decessi riconducibili alle alte temperature, ben il 64% (1.504) sarebbe da imputare direttamente al cambiamento climatico di origine antropica, con Milano che figurerebbe tra le città con il numero più elevato di vittime stimate, 499, di cui 317 causate dall'uomo; un dato, questo, che pone la città lombarda in una posizione critica, seconda solo a Parigi e Barcellona per gravità dell'impatto.
L'analisi del Sismg: un quadro contrastante, ma con segnali positivi
Tuttavia, a queste stime, per quanto preoccupanti, si contrappone un quadro più sfumato e in parte confortante, emerso dalle rilevazioni del Sistema di Sorveglianza della Mortalità Giornaliera (Sismg). Lo scorso giovedì, il ministero della Salute ha convocato il Sistema, coordinato dalla direttrice del dipartimento di Epidemiologia dell'Asl Roma 1, Paola Michelozzi, per ottenere riscontri immediati sull'impatto dell'ondata di calore in corso.
I dati raccolti dal Sismg, che si basa su osservazioni dirette e non su modelli epidemiologici, hanno dipinto un quadro inatteso: le analisi relative al 2024 e al 2025, messe a confronto con il biennio precedente (2022-2023) e con il periodo di riferimento pre-pandemico (2015-2019), hanno evidenziato una riduzione significativa dell'impatto delle temperature estreme sulla mortalità in Italia.
Un dato, quest'ultimo, che sembra smentire le proiezioni più catastrofiste, almeno per quanto riguarda il nostro Paese, dove durante l'estate 2025 i decessi sono stati addirittura inferiori alle attese del 4% nelle 54 città monitorate, un dato sorprendente se si considera che nel 2022 l'incremento della mortalità estiva aveva raggiunto il 22%.
Il ruolo dei piani di prevenzione e dell'adattamento climatico
La stessa Michelozzi ha suggerito una possibile spiegazione per questa controtendenza, ipotizzando che il dato positivo possa essere il frutto di un effetto combinato delle misure di prevenzione e delle strategie di adattamento messe in campo a livello territoriale. L'Italia, in effetti, è tra i pochi Paesi europei a dotarsi di un Piano di prevenzione degli effetti del caldo sulla salute, un elemento che potrebbe aver giocato un ruolo cruciale nel mitigare il numero di vittime, nonostante l'intensità degli eventi climatici estremi sia in aumento.
L'attenzione, dunque, si sposta sulle politiche di adattamento e sulla loro efficacia. Le città italiane, da Nord a Sud, hanno iniziato a muoversi in questa direzione, trasformando biblioteche, musei, centri civici e aree verdi in veri e propri "rifugi climatici" a disposizione dei cittadini più fragili, mentre l'Anci ha chiesto che queste iniziative locali vengano integrate in strategie nazionali più ampie e sostenute da adeguate risorse economiche.
Europa impreparata e cambiamento climatico come "killer silenzioso"
Al di là dei confini italiani, il dato epidemiologico raccolto dal Sismg rappresenta un'eccezione in un continente che, come ha più volte ribadito l'OMS, si sta riscaldando a un ritmo doppio rispetto alla media globale, con case, luoghi di lavoro e scuole progettati per un clima che non esiste più. La stessa Francia ha infatti registrato, nello stesso periodo, circa 1.000 decessi in eccesso a causa del caldo, un numero destinato a salire con l'affinarsi delle rilevazioni e che ha colpito in particolare la popolazione anziana, sia in istituti che in abitazioni private.
Il paradosso di un Paese, l'Italia, che mostra una riduzione della mortalità nonostante un clima sempre più rovente, apre uno scenario complesso: da un lato, conferma l'importanza e l'efficacia di una prevenzione mirata e di piani di adattamento strutturati; dall'altro, pone interrogativi sulla tenuta di queste misure e sulla loro replicabilità in altri contesti, in un'Europa che, come ha sottolineato il meteorologo Simone Abelli, è sempre più esposta a ondate di calore più frequenti e intense a causa dei cambiamenti climatici.
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