Giacomel si ferma al gradino più alto, Perrot re senza errori a Hochfilzen

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Redazione Sport Redazione Sport   -   La doppietta, dopo la vittoria nella Sprint di ieri, era nell’aria sulle nevi di Hochfilzen, ma il destino, questa volta, ha riservato un finale diverso. Tommaso Giacomel, che pure ha firmato una prova di altissimo livello, deve inchinarsi alla perfezione assoluta del francese Eric Perrot, il quale, in una delle giornate più nitide della sua carriera, ha centrato tutti e venti i bersagli disponibili, governando la gara dal primo all’ultimo chilometro. L’azzurro, di contro, ha ceduto soltanto un colpo nel terzo giro di tiro, un dettaglio che, in una sfida all’ultimo respiro tra atleti di simile spessore, si è rivelato decisivo per l’assegnazione del primo posto. Si delinea, dunque, un duello generazionale, quello tra i due venticinquenni, che potrebbe caratterizzare l’intera stagione e non solo, dato che entrambi hanno dimostrato di possedere quel mix di freddezza e potenza necessario per dominare.

Una sfida decisa al poligono

La partenza dell’Inseguimento, com’è noto, avviene con gli scarti cronometrici della prova Sprint, e Giacomel è partito con il fardello del leader, ovvero con il bersaglio sulla schiena e con la pressione di dover gestire l’inseguimento degli altri. Il trentino, tuttavia, ha gestito i primi due giri di tiro in piedi con la consueta sicurezza, mantenendo il comando. È stato al terzo appuntamento con il poligono, quello in posizione prona, che il suo percorso ha incontrato l’unico, minuscolo intoppo: un cerchietto mancato, che lo ha costretto a una penalità di 150 metri sul giro di supplementare. Proprio in quel frangente, Perrot, che fino a quel momento gli tallonava, ha colto l’attimo realizzando il suo terzo zero consecutivo, prendendo le redini della competizione per non abbandonarle più.

La volata finale e il podio

Nonostante lo scivolone, la reazione di Giacomel è stata immediata e piena di carattere, segno di una maturità agonistica ormai consolidata. Nell’ultima frazione in piedi entrambi hanno chiuso senza commettere errori, ma il distacco creatosi precedentemente si è rivelato incolmabile. Il francese, sfruttando una forma sciistica eccellente, ha amministrato il vantaggio fino al traguardo, mentre l’italiano ha dovuto contenere il ritorno del norvegese Botn, anch’egli autore di una gara impeccabile al tiro. La volata per il secondo posto, in realtà, non c’è stata, perché Giacomel ha allungato in modo netto negli ultimi chilometri, portando a casa un secondo posto che, per consistenza e valore degli avversari battuti, ha quasi il sapore di una vittoria, consolidandolo al secondo posto della classifica generale di Coppa del Mondo.

Il quadro di squadra e il calendario

La prova austriaca, al di là del brillante risultato individuale, ha offerto ulteriori spunti di riflessione sul panorama internazionale, con la Norvegia che, come di consueto, ha piazzato diversi suoi atleti nella top ten, dimostrando una profondità di squadra invidiabile. L’Italia, dal canto suo, guarda con legittimo ottimismo a questa nuova stagione, che dopo le tappe di Hochfilzen si sposterà verso altri scenari. La crescita di Giacomel, del resto, non è un episodio isolato ma si inserisce in un contesto di lento ma costante innalzamento del livello tecnico del biathlon azzurro, che negli ultimi anni ha saputo esprimere atleti in grado di competere stabilmente nei primi posti. I prossimi appuntamenti diranno se questa tendenza potrà tradursi in una continuità di risultati che va oltre l’episodio singolo, in un circuito dove la concorrenza si fa, di anno in anno, sempre più agguerrita.

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