Scelte azzurre a Ruhpolding: Passler ferma per salute, Giacomel punta all’individuale
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Redazione Sport
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La quinta tappa della Coppa del Mondo di biathlon, che prende il via oggi sulle piste di Ruhpolding, in Baviera, si presenta all’insegna di scelte tattiche ben ponderate da parte dello staff tecnico italiano, le quali, se da un lato privano il team di alcuni suoi elementi, dall’altro puntano a preservarne l’integrità in vista delle prove più decisive del circuito. L’assenza più significativa è quella di Rebecca Passler, la quale, come confermato dalla FISI, non prenderà parte né alla staffetta femminile in programma oggi né alla sprint individuale di venerdì, a causa di una condizione fisica non ottimale che ha consigliato, di comune accordo con i tecnici, un periodo di riposo e recupero.
Il ritorno delle big e il riposo di Giacomel
Proprio nella staffetta femminile, invece, il team azzurro ritrova due colonne del suo recente passato, Dorothea Wierer e Lisa Vittozzi, rientrate dopo una pausa mirata che le ha tenute lontane dalle fatiche della tappa precedente di Oberhof. Sulla linea di partenza, dunque, l’Italia schiererà una formazione di esperienza, nella quale ci si aspetta un ritorno al passo delle migliori, mentre Passler, che nel corso di questa stagione aveva mostrato un tangibile progresso, rimane in osservazione. Sul fronte maschile, la strategia appare ancor più orientata alla lungimiranza: Tommaso Giacomel, attuale leader della classifica generale, sarà a riposo nella staffetta di domani, giovedì, conservando le energie per le gare individuali in un luogo, Ruhpolding, che lo scorso anno fu teatro di una sua importante affermazione.
Un team sperimentale per la staffetta maschile
La scelta di non impiegare Giacomel, così come quella di lasciare a casa anche Didier Bionaz, trasformerà la formazione italiana per la prova a squadre maschile in un interessante banco di prova. A vestire la maglia azzurra, in una composizione del tutto sperimentale, saranno infatti Patrick Braunhofer, David Hofer, Elia Zeni e Marco Romanin, atleti ai quali viene offerta una rara opportunità di misurazione nel palcoscenico principale. Questa rotazione, seppure priva dei nomi più blasonati, rientra in una logica di gestione del gruppo che punta a testare le alternative disponibili in vista delle competizioni più dense del calendario.
La bolgia bavarese e le prospettive azzurre
Ruhpolding, definita non a caso una “Classica monumento” del circuito per l’atmosfera unica che la contraddistingue, si appresta dunque ad ospitare una tappa cruciale, caratterizzata da questi adattamenti della squadra italiana. L’obiettivo, al di là dei risultati immediati, sembra essere quello di mantenere un equilibrio tra la competitività nelle gare in programma e la salvaguardia della condizione atletica di chi, come Passler, necessita di una pausa, o di chi, come Giacomel, viene preservato per le sfide che contano di più nel lungo percorso della stagione.




