Biathlon, Giacomel fermato dagli errori al poligono a Ruhpolding

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Redazione Sport Redazione Sport   -   La quinta tappa della Coppa del Mondo di biathlon a Ruhpolding, che ha visto il trionfo del norvegese Johannes Dale-Skjevdal nell’inseguimento maschile sui 12,5 km, non ha regalato medaglie agli azzurri, sebbene uno di loro fosse partito con ottime credenziali. Tommaso Giacomel, fresco del secondo posto ottenuto nella prova sprint che fungeva da prologo, è infatti scivolato fino al quinto posto della classifica finale, a causa di una prestazione al tiro, sua consueta arma vincente, che si è rivelata decisamente al di sotto delle aspettative. Il giovane atleta trentino, il cui talento è ormai riconosciuto a livello internazionale, ha commesso cinque errori complessivi sul poligono di tiro, concentrandone tre nelle due serie in piedi, un fattore che lo ha costretto ad altrettanti giri di penalità e gli ha così sottratto quella continuità di ritmo necessaria per lottare per le posizioni più alte.

Una gara solida ma con un "ma" decisivo

Nonostante il risultato finale, che rimane pur sempre di assoluto rispetto nel panorama biathletico mondiale, la gara di Giacomel è stata caratterizzata da una corsa sugli sci di buon livello, la quale, tuttavia, non è bastata a compensare le lacune manifestatesi in fase di mira. È proprio in quei momenti di apparente staticità, quando il battito cardiaco deve calmarsi rapidamente per garantire la massima precisione, che si è giocato e poi perso il podio. L’azzurro, partito con trentuno secondi di ritardo dal vincitore della sprint, ha visto sfumare progressivamente il vantaggio sui diretti inseguitori, finendo per essere agganciato e superato nel finale, quando le energie residue erano ormai state consumate negli extra percorsi imposti dagli errori precedenti.

Le parole dell’atleta: rammarico e autocritica

Al termine della competizione, le dichiarazioni di Giacomel non hanno lasciato spazio a facili alibi o a tentativi di edulcorare la prestazione. “Prestazione deludente”, ha commentato in modo laconico l’atlete, mostrando quella severità verso se stesso che spesso contraddistingue i campioni. Rivolgendosi poi all’inviato sul posto, ha espresso tutto il suo rammarico per non essere riuscito a coprire tutti i bersagli, specialmente su un poligono, come quello di Ruhpolding, che conosce bene e sul quale nutriva ambizioni chiare. “Mi dispiace non aver coperto tutti i bersagli su un poligono così”, ha aggiunto, sottolineando come l’occasione, almeno fino a metà gara, fosse concretamente a portata di mano.

Il contesto generale e i riflessi in classifica

La vittoria è andata, come anticipato, al norvegese Dale-Skjevdal, il quale ha chiuso i venti colpi a disposizione con un solo errore, imponendosi con un tempo di 30’23”9. Il secondo gradino del podio è stato conquistato dal francese Eric Perrot, autore di tre errori ma capace di una prova sugli sci molto valida che gli ha permesso di staccare il norvegese di appena 4”9. Questo risultato ha inevitabilmente dei riflessi sulle classifiche di Coppa del Mondo, dove Perrot si avvicina pericolosamente a Giacomel nella graduatoria generale e lo supera addirittura in quella della specialità dell’inseguimento. Il circuito mondiale del biathlon si sposterà ora a Nove Mesto Na Moravia, in Repubblica Ceca, per quella che sarà l’ultima tappa utile prima dell’appuntamento olimpico, offrendo a tutti gli atleti, azzurri compresi, un’ultima chance per affinare la condizione e ritrovare la giusta concentrazione al tiro.

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