Netanyahu ordina lo sgombero degli avamposti in Cisgiordania
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Redazione Esteri
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Benjamin Netanyahu ha ordinato lo smantellamento degli avamposti dei coloni israeliani non autorizzati in Cisgiordania, intervenendo su una questione che divide il governo israeliano mentre restano aperti i fronti di guerra a Gaza e nel Sud del Libano. Il provvedimento riguarda una serie di insediamenti costruiti senza l'autorizzazione dello Stato israeliano e segna una stretta sugli avamposti sorti al di fuori delle procedure formali previste dalle autorità. La decisione arriva inoltre in una fase di crescente pressione degli Stati Uniti sul governo di Gerusalemme, sollecitato a intervenire contro le violenze dei coloni ai danni della popolazione palestinese.
Lo smantellamento degli avamposti non autorizzati in Cisgiordania
L'ordine del primo ministro israeliano riguarda i cosiddetti “outpost”, cioè gli insediamenti realizzati dai coloni in Cisgiordania senza l'approvazione formale delle autorità israeliane. Netanyahu ha disposto la loro evacuazione e il loro smantellamento, assumendo una decisione destinata a incidere direttamente su un tema particolarmente delicato all'interno della maggioranza di governo. Il provvedimento viene infatti descritto come una scelta capace di dividere l'esecutivo, proprio perché interviene sugli insediamenti dei coloni mentre la situazione nella regione resta segnata da più fronti di conflitto contemporaneamente aperti.
La stretta sugli avamposti arriva dopo le pressioni esercitate da Washington sul governo israeliano. Gli Stati Uniti hanno aumentato il pressing affinché Israele intervenga contro le violenze commesse dai coloni ai danni della popolazione palestinese in Cisgiordania, collegando così il tema degli insediamenti non autorizzati alla gestione della sicurezza sul territorio. Secondo quanto riportato, Netanyahu avrebbe affrontato la decisione con riluttanza, fino a disporre l'evacuazione degli avamposti illegali dopo un'intensificazione dell'iniziativa statunitense nei confronti del governo israeliano.
Il pressing degli Stati Uniti e il ruolo di Mike Huckabee
Nel quadro delle pressioni americane viene indicato anche il ruolo dell'ambasciatore statunitense in Israele, Mike Huckabee. Durante il weekend Huckabee aveva incontrato una delegazione di palestinesi, tra i quali erano presenti anche alcuni cittadini statunitensi, un passaggio inserito nel più ampio pressing esercitato dagli Stati Uniti sulla questione della Cisgiordania. L'azione diplomatica americana precede quindi l'ordine impartito da Netanyahu per lo sgombero degli avamposti non autorizzati e viene indicata come uno degli elementi che hanno portato il premier israeliano a intervenire su insediamenti costruiti senza il via libera formale dello Stato.
La decisione si colloca nello stesso momento in cui Israele continua a essere impegnato militarmente su altri fronti del Medio Oriente. Gli attacchi proseguono infatti sia a Gaza sia nel Sud del Libano, mentre il governo deve gestire contemporaneamente la pressione internazionale legata alla situazione in Cisgiordania. L'ordine di Netanyahu sugli avamposti dei coloni si inserisce dunque in una fase caratterizzata da operazioni militari ancora in corso e da una crescente attenzione degli Stati Uniti alle azioni dei coloni contro la popolazione palestinese.
Una decisione che divide il governo israeliano
Lo sgombero degli insediamenti non autorizzati apre anche una frattura sul piano politico interno, perché la scelta del primo ministro riguarda direttamente gli avamposti costruiti dai coloni senza autorizzazione. Netanyahu si trova così a intervenire su uno dei dossier più sensibili della Cisgiordania mentre il governo israeliano affronta contemporaneamente le conseguenze dei combattimenti a Gaza e nel Sud del Libano. Il provvedimento non riguarda genericamente tutti gli insediamenti, ma gli avamposti sorti senza l'approvazione formale delle autorità israeliane, elemento centrale per comprendere la portata dell'ordine disposto dal premier.
Dal materiale disponibile emerge quindi una stretta concentrata sugli “outpost” illegali, maturata nel contesto del pressing statunitense e delle tensioni legate alle violenze dei coloni contro i palestinesi. L'incontro dell'ambasciatore Mike Huckabee con una delegazione palestinese, comprendente anche cittadini statunitensi, si colloca immediatamente prima della decisione attribuita a Netanyahu. Sullo sfondo restano le operazioni militari in Libano e a Gaza, che mantengono aperti più fronti mentre il governo israeliano affronta anche la questione degli avamposti non autorizzati in Cisgiordania.
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