La svolta di Netanyahu dopo le pressioni Usa: evacuazione degli avamposti illegali in Cisgiordania
Articolo Precedente
Articolo Successivo
Redazione Esteri
-
In una mossa che ha colto di sorpresa molti osservatori, maturata sotto la forte pressione dell'amministrazione statunitense, il primo ministro israeliano Benjamin Netanyahu ha disposto l'evacuazione di una serie di avamposti illegali in Cisgiordania.
La decisione, che arriva all'indomani di una visita dell'ambasciatore americano Mike Huckabee in alcune comunità palestinesi, mira a smantellare insediamenti sorti senza l'autorizzazione formale delle autorità israeliane e rappresenta una significativa inversione di tendenza rispetto alla politica espansionistica finora portata avanti dall'esecutivo.
La pressione americana e la visita dell'ambasciatore Huckabee
L'ordine di Netanyahu giunge al culmine di un'intensificazione delle pressioni diplomatiche da parte di Washington, che ha sollecitato Gerusalemme a intervenire contro la violenza dei coloni ai danni della popolazione palestinese. Il vero catalizzatore della svolta sembra essere stata la visita, sabato 5 settembre, dell'ambasciatore statunitense in Israele, Mike Huckabee, nella cittadina di Turmus Ayya, nel cuore della Cisgiordania.
Huckabee, che in passato è stato un noto sostenitore degli insediamenti, ha incontrato le famiglie dei palestinesi-americani che sono state ripetutamente bersaglio di attacchi da parte di coloni israeliani, ascoltando quelle che ha definito le loro "legittime rimostranze".
In un gesto dal forte valore simbolico, il diplomatico statunitense ha definito "terrorismo" le violenze perpetrate dai coloni estremisti, lanciando un messaggio chiaro e netto. "Il nostro messaggio è che il crimine è crimine, il terrore è terrore", ha dichiarato Huckabee, aggiungendo che coloro che commettono tali atti devono aspettarsi "gravi conseguenze".
Ha inoltre sottolineato che il governo israeliano ha la "responsabilità" di garantire la sicurezza dei palestinesi in Cisgiordania, un'affermazione che ha aumentato la pressione politica su Netanyahu affinché prendesse provvedimenti concreti.
L'ordine di evacuazione e la reazione della destra radicale
Secondo quanto riportato dai media israeliani e confermato indirettamente da fonti governative, Netanyahu ha impartito direttive precise per lo sgombero degli avamposti, che secondo le stime della sicurezza israeliana sono circa un centinaio in tutta la Cisgiordania. I casi più delicati riguardano quegli avamposti sorti nelle aree A e B, che secondo gli accordi di Oslo sono sotto il controllo civile dell'Autorità Nazionale Palestinese, sebbene Israele mantenga la responsabilità complessiva per la sicurezza.
La decisione ha immediatamente scatenato una crisi politica all'interno della maggioranza di governo, con il Ministro delle Finanze Bezalel Smotrich, leader del partito di estrema destra Sionismo Religioso e da sempre un fiero oppositore di qualsiasi freno alla colonizzazione, che ha pubblicamente annunciato di non approvare la misura.
Smotrich ha dichiarato che, a sua conoscenza, Netanyahu ha dato l'istruzione di evacuare, ma ha contestato la decisione, vantandosi al contempo di aver guidato "una rivoluzione" costruendo e legalizzando "villaggi, fattorie, strade e migliaia di case" nel territorio.
Fonti vicine al governo hanno rivelato che la preoccupazione principale che ha spinto Netanyahu ad agire è proprio il timore di un ulteriore inasprimento dei rapporti con l'amministrazione Trump, la quale vede con crescente allarme l'espansione degli insediamenti in Area B e l'escalation di violenza.
"Quello che preoccupa di più il primo ministro in questo momento è l'amministrazione americana, che è molto preoccupata che quanto sta accadendo in Area B possa espandersi", hanno riferito funzionari a conoscenza della questione, aggiungendo che Netanyahu ha anche esortato i ministri a non attaccare pubblicamente i comandanti delle Forze di Difesa Israeliane (IDF) coinvolti nelle evacuazioni.
Il contesto di violenza e tensione in Cisgiordania
L'ordine di evacuazione arriva in un momento di forte tensione e crescente violenza in Cisgiordania, dove l'esercito israeliano è impegnato in un'intensificazione delle operazioni antiterrorismo. Fonti della sicurezza hanno messo in guardia contro un pericoloso aumento delle segnalazioni di attentati pianificati, avvertendo che l'apparente calma in superficie nasconde una realtà ben più allarmante.
"Stiamo rilevando un aumento molto significativo del numero di allarmi e rapporti di intelligence, così come del numero di attacchi sventati", hanno dichiarato funzionari della sicurezza, sottolineando che ogni settimana vengono sventate decine di attacchi, alcuni dei quali già in fase di esecuzione. La minaccia, secondo le stesse fonti, non proviene più solo da "lupi solitari", ma è sempre più spesso orchestrata da cellule organizzate localmente, alcune delle quali ricevono sostegno dall'esterno, con un coinvolgimento attivo di Iran e Hamas nel fomentare le ostilità.
In questo contesto, l'IDF si sta preparando a un possibile scoppio di violenza in vista delle imminenti festività ebraiche, e ha già disposto l'arrivo di almeno due battaglioni aggiuntivi in Cisgiordania a partire da Rosh Hashanah. L'aspetto più controverso della decisione di Netanyahu riguarda l'evacuazione degli avamposti situati in Area B, un passo che la destra radicale considera inaccettabile, ma che potrebbe rappresentare un tentativo del premier di riconquistare una parvenza di controllo su una situazione che rischia di sfuggire di mano.
Il provvedimento, che per Smotrich rappresenta una sconfitta politica, per molti osservatori costituisce invece un segnale della crescente influenza degli Stati Uniti sulle dinamiche interne israeliane, in un momento in cui la comunità internazionale guarda con crescente preoccupazione all'espansione della colonizzazione e alle violenze dei coloni, che continuano a minare qualsiasi prospettiva di una soluzione negoziata del conflitto.
Puoi riutilizzare questo articolo o riprenderne i contenuti, anche parzialmente, citando la fonte con link attivo a informazione.news, il portale online di notizie e approfondimenti.
