Flottiglia per Gaza: Israele si prepara all'intercettazione tra polemiche e accuse a Hamas
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Redazione Interno
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Mancano ormai poche ore allo scontro navale che molti si aspettano, mentre le quarantasei imbarcazioni della Global Sumud Flotilla, il cui nome in arabo significa "resistenza", procedono inesorabili verso la Striscia di Gaza. L’appuntamento con la Marina israeliana, la cui azione di intercettazione è considerata ormai una certezza da tutti gli osservatori, è previsto per mercoledì, quando il convoglio raggiungerà le acque che Tel Aviv considera sotto il proprio controllo, a circa centocinquanta miglia dalla costa.
L'operazione di Israele e l'autorizzazione rabbinica
Una mossa, quella dell’intercettazione, che le autorità israeliane stanno preparando con meticolosa attenzione, tanto che, stando a quanto si apprende, nella serata di ieri sarebbe stata concessa un’autorizzazione rabbinica speciale proprio per permettere alla polizia di portare a termine le operazioni in un contesto carico di implicazioni simboliche e religiose.
Le accuse di Israele a Hamas
Nel frattempo, dalle forze armate israeliane arriva una pesantissima accusa, destinata a gettare ulteriore benzina sul fuoco: l’Idf sostiene di aver rinvenuto a Gaza, e di rendere noto solo ora, dei documenti ufficiali che proverebbero un coinvolgimento diretto di Hamas nel finanziamento della stessa missione umanitaria. Un’affermazione che, se da un lato fornisce a Israele una giustificazione pubblica per l’imminente intervento, dall’altro viene respinta con forza dagli organizzatori della flottiglia, i quali ribadiscono il carattere esclusivamente pacifico e disarmato dell’iniziativa.
La polarizzazione in Italia tra Schlein e Meloni
La tensione internazionale si riflette in modo plateale nel dibattito politico italiano, dove le posizioni si polarizzano in maniera netta. La segretaria del Partito Democratico, Elly Schlein, intervenuta a Crotone, ha espresso tutta la sua preoccupazione, esortando il governo a “tutelare attiviste e attivisti a bordo”. Schlein ha sottolineato con forza come si tratti di “una missione pacifica, disarmata e non violenta”, aggiungendo che “qualunque tipo di attacco sarebbe illegale, soprattutto se avviene in acque internazionali”, in una chiara richiesta di protezione diplomatica per i partecipanti.
Sul fronte opposto, la risposta del premier Giorgia Meloni non si è fatta attendere e ha assunto toni veementi. Da un comizio in Calabria, la presidente del Consiglio ha definito l’iniziativa della flottiglia un pericoloso intralcio al processo di pace, arrivando a usare l’aggettivo “incendiaria” per le sue potenziali conseguenze. Secondo Meloni, “la speranza di pace che si è aperta con il piano del presidente degli Stati Uniti Donald Trump poggia su un equilibrio fragile”, un equilibrio che, a suo dire, l’azione della Flotilla rischierebbe di far saltare, ostacolando gli sforzi diplomatici in corso. Una contrapposizione che, in attesa dello sviluppo dei fatti in mare, delinea già con chiarezza le trincee ideologiche entro le quali si giocherà la partita politica nel nostro paese.




