Flotilla per Gaza: Marina Israeliana Pronta all'Intercettazione, Tensione alle Stelle
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Redazione Esteri
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Mentre la Global Sumud Flotilla, composta da oltre cinquanta imbarcazioni, continua la sua navigazione verso la Striscia di Gaza, ormai a poche miglia nautiche dall’obiettivo, l’attenzione dei servizi di sicurezza si concentra parallelamente sulla Capitale, dove si temono manifestazioni di solidarietà. Sono sotto stretta osservazione, in particolare, alcuni movimenti studenteschi e quei canali social attraverso i quali potrebbero essere diramati appelli alla mobilitazione, un quadro di potenziale fibrillazione che le autorità monitorano con estrema attenzione.
Operazioni militari imminenti
In un clima di attesa carico di apprensione, le operazioni militari in mare si profilano come imminenti. La marina israeliana, stando a quanto riferito da fonti militari alla televisione pubblica Kan, si sta preparando a prendere il controllo del convoglio umanitario persino in acque internazionali, non appena questo entrerà nel raggio di intercettazione. All’operazione, che si preannuncia delicata e potenzialmente conflittuale, parteciperebbe anche la unità speciale Shayetet 13, il cui compito specifico sarebbe quello di salire a bordo delle navi. Secondo i piani operativi descritti, gli attivisti verrebbero trasferiti su una grande nave militare, mentre le imbarcazioni della flottiglia verrebbero rimorchiate verso il porto di Ashdod, con l’ipotesi che alcune di esse possano essere affondate.
La preoccupazione della politica
Di fronte a questo scenario, la segretaria del Partito Democratico Elly Schlein ha espresso pubblicamente la sua preoccupazione, rivolgendo un appello al governo italiano. "Ribadiamo al governo la necessità di tutelare attiviste e attivisti a bordo", ha dichiarato a Crotone, sottolineando come si tratti di una "missione pacifica, disarmata e non violenta". Schlein ha inoltre ricordato che "qualunque tipo di attacco sarebbe illegale, soprattutto se avviene in acque internazionali", chiedendo di tenere in primaria considerazione la natura umanitaria dell’iniziativa.
La situazione critica e gli appelli finali
Intanto, la situazione naviga verso il suo momento più critico. La nave spagnola «Furor», che fa parte della missione di protezione internazionale, non ha ancora raggiunto il gruppo principale, lasciando la Flotilla in una posizione di maggiore esposizione. È stato precisato, peraltro, che le navi militari di altre nazioni non interverranno in sua difesa qualora decidesse di proseguire la rotta. Il ministro della Difesa italiano, Crosetto, ha lanciato un ultimo appello, invitando gli organizzatori ad "accettare l’alternativa" proposta, mentre la flottiglia si appresta a superare, nella notte, quella che viene definita la «zona di massimo rischio», avvicinandosi ai confini marittimi unilaterali imposti da Israele.




