Garlasco, scontro Garofano-De Rensis: il generale lascia la diretta

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Redazione Esteri Redazione Esteri   -   Luciano Garofano ha interrotto il collegamento con Storie Italiane dopo un durissimo confronto con Antonio De Rensis, avvocato di Alberto Stasi. Lo scontro Garofano-De Rensis sul caso Garlasco è andato in scena su Rai 1 durante la trasmissione condotta da Eleonora Daniele, mentre si discuteva delle analisi effettuate sui pedali della bicicletta di Stasi e delle contestazioni emerse attorno al lavoro svolto dal Ris di Parma. Il botta e risposta ha progressivamente alzato la temperatura della diretta, fino alla decisione dell'ex comandante di lasciare la trasmissione prima della conclusione del confronto.

Lo scontro sui pedali della bicicletta di Stasi

Al centro della discussione c'erano gli accertamenti scientifici compiuti durante le indagini sull'omicidio di Chiara Poggi. La questione è tornata di attualità dopo che la Procura di Pavia ha evidenziato l'esistenza di due corse elettroforetiche del 20 settembre 2007 con tracciati completamente negativi, delle quali, ha scritto il procuratore Fabio Napoleone, non sarebbe stata rinvenuta traccia negli atti del procedimento e del processo celebrato a carico dell'allora fidanzato della vittima. È su questo punto che le posizioni dell'ex ufficiale e della difesa del condannato sono entrate nuovamente in collisione.

Garofano sostiene che gli accertamenti furono eseguiti nel contraddittorio e che i risultati vennero messi a disposizione dei consulenti delle parti. A sostegno della propria ricostruzione ha richiamato un verbale di operazioni tecniche del 24 settembre di quell'anno, nel quale si attesta che il capitano Alberto Marino fece prendere visione dei risultati fino ad allora ottenuti ai consulenti Francesco Maria Avato e Fabbri per la difesa e a Capra per la famiglia Poggi. Una ricostruzione contestata dai legali di Stasi, secondo i quali le due contro-analisi negative non risultavano depositate nel fascicolo originario.

De Rensis contesta i toni, poi Garofano lascia il collegamento

Il confronto televisivo è degenerato quando il generale ha accusato il legale di utilizzare argomentazioni che non corrisponderebbero alla realtà e ha definito «squallide» alcune sue manifestazioni durante la discussione. De Rensis ha reagito rivolgendosi direttamente alla conduttrice e chiedendole di intervenire, sostenendo di non voler accettare quel tipo di trattamento. La tensione non si è esaurita con il richiamo di Eleonora Daniele: dopo altri scambi, l'ex comandante ha abbandonato il collegamento, non prima di rivolgere all'avvocato una frase sulla pensione che quest'ultimo ha successivamente definito di «cattivo gusto».

Il legale ha poi spiegato la propria posizione durante Ignoto X, tornando sulle espressioni ricevute in diretta e contrapponendo le apparizioni televisive senza contraddittorio a quelle nelle quali le affermazioni vengono contestate da un interlocutore. Il confronto personale si è così sovrapposto alla questione giudiziaria e scientifica da cui era partito il dibattito. La puntata di Storie Italiane del 1° ottobre, della durata complessiva di 119 minuti, è stata resa disponibile anche su RaiPlay.

L'attacco mediatico denunciato dall'ex comandante e la difesa di Lovati

Nelle stesse ore l'ex capo del reparto scientifico ha descritto al Corriere della Sera il periodo che sta attraversando come un «attacco mediatico senza precedenti», sostenendo che qualcuno stia cercando di demolire il lavoro del Ris e la sua carriera. Ha anche ribadito di non avere nascosto elementi investigativi e di essere convinto della correttezza dell'attività compiuta dai propri collaboratori. La sua storia professionale è strettamente legata alle investigazioni scientifiche: entrato nell'Arma nel 1978, guidò il reparto parmense dal 1995 al 2009 e lavorò, tra gli altri, sui casi di Cogne, Novi Ligure, Erba, Donato Bilancia e Garlasco.

Una difesa pubblica del suo operato è arrivata anche da Massimo Lovati, già legale di Andrea Sempio, che in televisione ha definito la propria posizione «controcorrente». L'avvocato ha sostenuto che il generale e i militari del reparto emiliano fecero il proprio dovere e ha invitato a non considerare automaticamente definitive le tesi formulate dalla Procura pavese. Sul versante opposto, la difesa di Stasi ha chiesto che siano accertate eventuali responsabilità legate alla gestione degli accertamenti originari.

Il passaggio più concreto richiamato dall'ex ufficiale riguarda proprio la documentazione del settembre 2007. Nel verbale da lui citato compaiono le firme dei consulenti tecnici presenti alla presa visione dei risultati; in un documento indirizzato pochi giorni dopo alla Procura, tuttavia, l'allora consulente della difesa Avato riferiva che non era stato comunicato alla stessa difesa il proseguimento delle analisi nelle giornate del 20 e 21 settembre.

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