Garlasco, la gaffe di Garofano sui Sempio: «Ho letto la consulenza Linarello»

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Redazione Interno Redazione Interno   -   Luciano Garofano, generale in congedo dei carabinieri, si è trovato al centro della bufera giudiziaria sull'indagine bis per il delitto di Garlasco. Durante "Quarto Grado" ha affermato di essere "finito nel tritacarne" e ha dichiarato di aver "letto la consulenza Linarello". Un particolare gravissimo, poiché tale documento, secondo gli investigatori, non avrebbe mai dovuto essere nelle sue mani.

La consulenza inaccessibile e l'inchiesta sulla procura

Questa dichiarazione si inserisce in un'indagine della Procura di Brescia su presunte trame illecite per condizionare le indagini. Il filo rosso lega l'ex procuratore capo di Pavia Mario Venditti, accusato di corruzione. L'ipotesi è che Venditti avesse favorito l'archiviazione di Andrea Sempio, indagato per l'omicidio di Chiara Poggi, in cambio di denaro.

Le reazioni: le dimissioni di Venditti e lo sconcerto di Stasi

In relazione alle accuse, Venditti ha annunciato le dimissioni dall'incarico al Casinò di Campione d'Italia. L'ente ha precisato la sua "totale estraneità" alla vicenda. Anche Alberto Stasi, altra figura centrale nel caso, avrebbe reagito con sconcerto alle indagini su Venditti, come riferito dalla sua legale.

La difesa di Sempio e l'appunto sui 20-30 mila euro

L'avvocato Lovati, difensore di Sempio, deve spiegare il ritrovamento di un appunto del padre di Andrea. Nel biglietto si cita una somma di "20-30 euro" associata all'archiviazione firmata da Venditti. Il legale ha descritto i Sempio come "una famiglia abituata a conservare tutto", una prassi che includerebbe anche ricevute e note di spese, giustificando così la conservazione di quella nota compromettente dopo sette anni.

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