Richiamato il salame nostrano “La Vecje Salumerie” per rischio listeria

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Redazione Salute Redazione Salute   -   Il ministero della Salute ha disposto il ritiro precauzionale di un lotto di salame nostrano prodotto dalla ditta friulana “La Vecje Salumerie”, e l’avviso, pubblicato sul portale ufficiale, segnala la possibile contaminazione da Listeria monocytogenes, un batterio che – va ricordato – rappresenta una minaccia concreta soprattutto per le fasce più vulnerabili della popolazione. L’intera partita, identificata dal numero di lotto L6CCTD e confezionata in data 4 marzo 2026, appartiene a una produzione tipica della tradizione salumiera locale; ciascun pezzo, del peso approssimativo di 800 grammi, è stato distribuito in confezioni intere destinate al consumo diretto, senza necessità di ulteriore lavorazione da parte dell’acquirente.

Lo stabilimento e i dettagli del lotto ritirato

L’azienda coinvolta, “La Vecje Salumerie snc”, ha lo stabilimento a Rivignano Teor, in provincia di Udine, precisamente in via Strada Vecchia per Rivignano 9/11. Il marchio di identificazione UE che compare sulle confezioni è IT 1499 L, un codice che – come impone la normativa europea – garantisce la tracciabilità dello stabilimento d’origine. Il lotto finito nel mirino delle autorità sanitarie è l’L6CCTD, prodotto il 4 marzo 2026; chiunque avesse acquistato un salame nostrano con queste indicazioni non deve assolutamente consumarlo, bensì riportarlo al punto vendita dove è stato comprato per ottenere il rimborso o la sostituzione.

I rischi legati alla Listeria monocytogenes

La *Listeria monocytogenes* non è un contaminante da sottovalutare: se nella popolazione adulta sana può causare soltanto lievi disturbi gastrointestinali, in soggetti immunodepressi, anziani o donne in gravidanza l’infezione – chiamata listeriosi – può assumere forme ben più gravi, inclusi meningiti, setticemie e complicanze per il feto. Proprio per questo motivo, il richiamo effettuato dal ministero assume un carattere eminentemente precauzionale, volto a rimuovere dal mercato qualsiasi partita sospetta prima che si verifichino casi conclamati di intossicazione. Le autorità sanitarie, come da prassi in questi casi, hanno attivato i consueti canali di allerta per informare rapidamente i consumatori e i distributori.

Cosa fare se si è acquistato il prodotto

La procedura da seguire, per chi avesse già in casa il salame nostrano del lotto incriminato, è piuttosto semplice: non aprire la confezione, non assaggiare il prodotto neppure per verificarne lo stato, e restituirlo integro al negoziante. Nessuna sanzione è prevista per il consumatore, né si configura alcuna responsabilità civile diretta per chi avesse inconsapevolmente già consumato il salame prima della pubblicazione dell’avviso. Il ministero, dal canto suo, ha già avviato i controlli sullo stabilimento di Rivignano Teor per risalire all’origine della contaminazione, mentre l’azienda produttrice ha collaborato fin da subito con le autorità competenti per limitare ogni possibile esposizione al batterio.

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