Lo psicodramma del Napoli dopo la batosta di Eindhoven

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Redazione Sport Redazione Sport   -   Musi lunghi e bocche cucite hanno caratterizzato il rientro della squadra a Capodichino, con il gruppo diretto immediatamente a Castel Volturno per cercare, nel lavoro, un antidoto alla pesante sconfitta subita in Olanda. Quella batosta per 6-2 contro il PSV Eindhoven, la quale si è aggiunta al precedente passo falso di Torino, rischia infatti di minare la fiducia di una rosa che stenta ancora ad assimilare i principi del modulo introdotto da Antonio Conte. Un momento complicato, il cui peso psicologico appare accentuato dalle parole, allusive e per questo particolarmente pericolose, pronunciate dallo stesso tecnico in riferimento allo spogliatoio, gettando una pietra nello stagno già agitato di un ambiente che sembra aver smarrito le sue certezze.

Le analisi dopo la crisi

A intervenire sulla situazione, offrendo una lettura tecnica dei problemi emersi, è stato Luigi De Canio ai microfoni di una radio nazionale. La sua analisi, che si proietta verso l'impegnativo match contro l'Inter, ha messo in luce come si stia forse sottovalutando l'assenza di elementi cardine del reparto difensivo. "La mia idea", ha spiegato l'allenatore, "è che stiamo sottovalutando molto l'assenza di Rrahmani e i problemi avuti da Buongiorno". Queste assenze, unitamente al ruolo fondamentale ricoperto da Lobotka, hanno privato la squadra di quei punti di riferimento essenziali per la sicurezza in fase di copertura e di recupero del pallone, un vuoto che sta costando caro al Napoli e che ne ha minato la solidità.

Il nodo della difesa

La privazione di tali pilastri, i quali costituiscono l'ossatura della manovra sia difensiva che di costruzione, ha creato una crepa in un sistema che fatica a trovare un nuovo equilibrio. Non si tratta, dunque, soltanto di un problema di forma o di concentrazione passeggera, ma di una questione strutturale che il lavoro sul campo deve necessariamente affrontare e risolvere. La difficoltà nel ritrovare compattezza, del resto, è emersa con plateale evidenza nel match olandese, dove la squadra ha mostrato tutte le sue fragilità attuali, concedendo troppo e pagando a caro prezzo ogni singolo errore.

La sfida immediata contro l'Inter

In questo contesto, l'appuntamento con l'Inter assume i contorni di un esame decisivo, un banco di prova temuto ma al tempo stesso necessario per verificare la capacità di reazione del gruppo. Se De Canio ha osservato come il livello della rosa si sia sì alzato, ma non in misura tale da ambire alla vittoria del campionato, è proprio in partite come queste che si misura il carattere di una squadra. Dimenticare Eindhoven, operazione già di per sé ardua, diventa un imperativo categorico; l'unica strada percorribile, come suggerito dall'ambiente stesso, rimane quella di concentrarsi sui novanta minuti, che sono poi l'essenza primaria del calcio.

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