Tifosi del Napoli bloccati a Eindhoven, scattano le denunce per i metodi della polizia

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Redazione Sport Redazione Sport   -   La trasferta in Olanda per la partita di Champions League si è trasformata, per un gruppo di sostenitori azzurri, in un'esperienza segnata da provvedimenti che hanno sollevato perplessità e proteste. Diversi di loro, giunti a Eindhoven con regolare biglietto per assistere all'incontro, si sono visti annullare il diritto d'ingresso allo stadio e sono stati di fatto confinati nelle proprie strutture ricettive, dopo che le forze dell'ordine locali avevano eseguito una serie di controlli a tappeto nel centro cittadino. Le operazioni, concentrate anche in un parcheggio poco distante dal cuore della città, hanno portato all'identificazione e alla schedatura di numerosi individui, ai quali è stato notificato un provvedimento amministrativo che ne ha comportato l'allontanamento immediato, nonostante non fosse stato contestato alcun reato specifico.

I racconti dei tifosi e la reclusione in albergo

Le testimonianze raccolte dalla stampa italiana descrivono una situazione di forte disagio, nella quale la libertà di movimento è stata drasticamente limitata senza un'apparente giustificazione legale. Come nel caso di Roberto e del suo amico, tifosi napoletani arrivati con due giorni di anticipo per vivere l'atmosfera della gara, l'accesso alla struttura è stato precluso non per una mancanza documentale, bensì in seguito agli accertamenti di polizia. A dodici ore dall'inizio della partita, a molti di loro è stato comunicato che il biglietto, regolarmente acquistato, era stato reso nullo, un atto che ha di fatto vanificato il motivo stesso del viaggio e li ha costretti a una forzata permanenza in albergo.

La nota dell'associazione e la gestione del "raggruppamento"

Second quanto riportato dagli avvocati Angelo e Sergio Pisani, i quali agiscono per conto dell'Associazione Social Club Napoli Club Maradona, l'episodio più significativo sarebbe avvenuto la sera del 20 ottobre, quando circa duecento tifosi sono stati circondati dalle forze dell'ordine mentre si trovavano a passeggiare. La motivazione ufficiale, come si evince da una nota della Questura di Eindhoven, non avrebbe fatto riferimento a comportamenti violenti o al possesso di oggetti pericolosi, ma punirebbe "l'atmosfera", ossia il semplice fatto del raggruppamento in un'area pubblica. Dopo essere stati identificati, alcuni di loro sono stati condotti negli uffici di polizia, dove sono stati schedati e fotografati, ricevendo infine l'ordine di lasciare la città.

Le conseguenze immediate e la battaglia legale

Le immediate ripercussioni di questi provvedimenti hanno incluso, oltre alla cancellazione dei posti in tribuna, anche l'espulsione dal territorio nazionale per alcuni e l'imposizione di non allontanarsi dalla propria sistemazione alberghiera per altri. La percezione, tra i tifosi coinvolti, è quella di aver subìto una lesione dei propri diritti fondamentali, con modalità ritenute sproporzionate e umilianti, le quali hanno spinto i legali a preparare una denuncia formale per contestare la legittimità delle azioni intraprese dalle autorità olandesi, azioni che hanno impedito a persone in regola di assistere a un evento sportivo.

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