Tifosi del Napoli fermati ad Eindhoven, gli avvocati: "Modalità discutibili e diritti sospesi"
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Redazione Sport
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Le misure di ordine pubblico disposte dalle autorità di Eindhoven in occasione della partita di Champions League tra PSV e Napoli hanno sollevato un ampio dibattito giuridico, configurando una situazione che molti tifosi, giunti regolarmente in Olanda, hanno descritto come una sospensione dei propri diritti fondamentali. Decine di loro, sebbene in possesso di un biglietto valido per la tribuna – e non per il settore ospiti, come è bene specificare – si sono visti annullare l’accesso allo stadio e, in diversi casi, è stato loro intimato di abbandonare immediatamente la città, un provvedimento che ha di fatto trasformato il loro viaggio in una forzata reclusione in albergo.
Il parere legale sulle limitazioni
L’avvocato Erich Grimaldi, cassazionista del foro di Napoli, ha sottolineato come l’intervento preventivo, sebbene possa essere legittimamente motivato da esigenze di ordine pubblico, debba sempre essere soggetto a un vaglio di proporzionalità. “È necessario verificare”, ha affermato Grimaldi, “se l’azione intrapresa sia stata calibrata rispetto al rischio concreto e se le autorità abbiano rispettato il contraddittorio e i diritti fondamentali di circolazione e di riunione”, elementi che, in questo frangente, appaiono a molti essere stati compressi in maniera significativa.
La procedura sul campo
La procedura applicata dalla polizia locale si è rivelata particolarmente rigida. Ai tifosi individuati in quelle che sono state designate come ‘zone rosse’ non è stato concesso semplicemente di allontanarsi, ma è stato consegnato un volantino, il cui contenuto è stato diffuso anche attraverso i social network, che intimava l’immediato abbandono dell’area cittadina. Il documento, che recitava testualmente “La polizia le ha intimato di lasciare la città di Eindhoven in base al regolamento APV del comune”, minacciava l’arresto in caso di inottemperanza, una misura che ha di fatto confinato molte persone nei loro alloggi, privandole della possibilità di assistere all’incontro per il quale avevano organizzato il viaggio.
Le testimonianze dei sostenitori
Le testimonianze di chi ha vissuto in prima persona l’accaduto, come quella di Roberto e del suo amico riportata dalla Gazzetta dello Sport, dipingono un quadro di frustrazione e di smarrimento. Arrivati in città con un giorno di anticipo per godersi l’atmosfera della trasferta, si sono invece trovati oggetto di controlli che hanno avuto come esito l’annullamento dei loro titoli di ingresso e l’imposizione di non avvicinarsi più alla zona dello stadio. Alcuni di loro hanno anche denunciato di essere stati marchiati con un numero sulla mano durante le operazioni di identificazione, un dettaglio che, se confermato, aggiungerebbe un ulteriore elemento di discussione sulle modalità operative adottate.




