Il Napoli dopo l'umiliazione di Eindhoven: Conte e le voci di una crisi
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Redazione Sport
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La pesante sconfitta subita dal Napoli in terra olandese, dove il PSV ha imposto un roboante sei a due, ha scatenato un acceso dibattito sulle reali condizioni della squadra, la quale, nonostante l'arrivo di un tecnico dal palmarès importante come Antonio Conte, sembra mostrare crepe inattese. Giuseppe Pastore, commentando l'episodio, ha sottolineato come esista una sostanziale differenza tra "il Conte dei campionati nazionali, i cui numeri lo collocano tra i migliori in assoluto per media punti in Serie A, e quello europeo, che non rientra invece nella top ten degli allenatori italiani in Champions League". Una dualità, questa, che appare evidente dopo un crollo del genere, il quale non può essere liquidato come una semplice disavventura.
Le voci dalla stampa
Giancarlo Padovan, intervenuto a Radio Napoli Centrale, non ha usato giri di parole, definendosi "imbarazzato" per una partita in cui "sei gol non si prendono da nessuno". Il giornalista ha puntato il dito, con una certa veemenza, proprio verso la dirigenza, affermando che è necessario andare a dire a De Laurentiis di aver "preso quegli uomini" e che "sono troppi nove rinforzi", lasciando intendere come un turnover eccessivo possa aver minato l'equilibrio di un gruppo che, fino a poco tempo fa, appariva solido. Un concetto, quello di un organico forse troppo rimaneggiato, che trova un'eco, seppur parziale, nelle stesse parole del tecnico.
Il problema dello spogliatoio
A dipingere un quadro ancora più preoccupante è stato l'avvocato Tommaso Mandato, il quale ha parlato esplicitamente di "umiliazione" e di un "pessimo atteggiamento" da parte della squadra, ipotizzando l'esistenza di "un problema nello spogliatoio". Un paragone con un passato lontano, quello di Vinicio, serve a far risaltare come, in quelle circostanze, nonostante il risultato negativo, si potesse intravedere un'idea di gioco, un disegno tattico di fondo che nell'ultima sfida europea è sembrato del tutto assente, lasciando la squadra in balia di un avversario molto più organizzato e determinato.
L'analisi di Conte
Antonio Conte, dal canto suo, non ha cercato alibi dopo il tracollo, ammettendo con realismo di "vedere situazioni che inducono a dire che sarà un anno complesso". Il coach ha riconosciuto una "delusione" profonda, osservando come certe situazioni non capitino mai per caso e sottolineando la necessità di "invertire questa tendenza". Ha poi, in modo significativo, accennato alla "grande compattezza e unità" dello scorso anno, facendo intendere che l'integrazione di "nuovi giocatori", arrivati in numero considerevole, rappresenti una sfida tutt'altro che semplice e che, forse, la squadra sia stata "obbligata" a un ricambio troppo ampio e troppo rapido per poter mantenere la stessa identità.




