Maltempo in Friuli Venezia Giulia, rinforzi da Alessandria, Pavia e Novara per i vigili del fuoco

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Redazione Interno Redazione Interno   -   La macchina dei soccorsi si è messa in moto con un dispiegamento di forze che ha varcato i confini regionali. Nella giornata di giovedì 10 settembre, i Vigili del Fuoco dei comandi di Alessandria, Pavia e Novara hanno raggiunto il Comando di Udine per affiancare i colleghi del Friuli Venezia Giulia, la regione investita da un'ondata di maltempo di intensità eccezionale. Il supporto è stato richiesto per far fronte a un numero di richieste di intervento che ha rapidamente superato le capacità operative ordinarie. Tra le 20 di giovedì e le 7.30 di venerdì 11 settembre, sono stati complessivamente 120 gli interventi conclusi, con una concentrazione particolarmente elevata nell'area compresa tra Latisana e Lignano Sabbiadoro, dove si sono registrati 110 casi, quasi tutti legati a operazioni di prosciugamento di scantinati e autorimesse interrate.

Il bilancio delle operazioni e il potenziamento del dispositivo

Il quadro operativo ha richiesto un potenziamento significativo del dispositivo di soccorso. Il personale in turno presso il comando di Udine è stato raddoppiato, mentre ulteriori moduli operativi sono giunti dai comandi di Bergamo, Lodi e Pavia, a cui si sono aggiunti quelli provenienti dalle province piemontesi e lombarde.

Nonostante il lavoro svolto durante la notte, l'emergenza non poteva dirsi conclusa: una ventina di interventi risultavano ancora da eseguire, mentre poco più di 300 richieste di soccorso erano in attesa di verifica per accertare l'effettiva necessità di un intervento. Il dato restituisce la misura della pressione sostenuta dal sistema di soccorso nelle ore più critiche, quando le squadre sono state chiamate a dare priorità alle situazioni di maggiore urgenza.

Nei territori di competenza dei comandi di Trieste sono stati effettuati dieci interventi legati al maltempo, mentre non sono state registrate richieste nei territori di Gorizia e Pordenone.

La tragedia di Latisana e il tentativo di soccorso

Il bilancio umano dell'ondata di maltempo conta una vittima. Antonietta Zamarian, 83 anni, residente a San Michele al Tagliamento, è morta annegata all'interno della propria auto rimasta intrappolata in un sottopassaggio completamente allagato a Latisana, in provincia di Udine. La donna aveva imboccato il sottopasso nonostante fosse invaso dall'acqua a causa delle precipitazioni che da ore flagellavano la zona. La vettura è stata interamente sommersa in pochi istanti.

Due carabinieri in servizio a Latisana, il brigadiere Demetrio De Riccardis e l'appuntato scelto Antonio Straniero, si sono tuffati nell'acqua nel tentativo di raggiungere e strappare l'anziana alla morte. Il brigadiere ha raccontato di aver agito d'istinto, nonostante l'acqua fosse freddissima e la pioggia cadesse a dirotto. I militari sono riusciti a estrarre la donna dall'abitacolo, ma ogni tentativo di rianimarla è risultato vano: il decesso è sopraggiunto poco dopo.

Entrambi i carabinieri sono stati portati in ospedale in codice verde per accertamenti, riportando ferite non gravi.

I numeri di un evento meteorologico estremo

A fotografare la portata dell'evento sono i dati pluviometrici registrati nella giornata di giovedì. A Lignano Sabbiadoro sono caduti 203 millimetri di pioggia nell'arco di 24 ore, con un picco di 135,4 millimetri concentrati nelle prime tre ore. A Latisana il totale ha raggiunto i 177 millimetri. Quantitativi che hanno messo rapidamente in crisi sottopassi e sistemi di smaltimento delle acque, trasformando strade e sottopassi in trappole.

Nel capoluogo friulano, a Udine, è stata disposta la chiusura di una scuola, mentre centinaia di richieste di intervento hanno riguardato abitazioni e campeggi allagati, alberi e rami caduti, e automobili danneggiate.

Lo stanziamento regionale e la situazione a Lignano

La Regione Friuli Venezia Giulia ha annunciato un primo stanziamento di 500 mila euro per far fronte alle necessità più urgenti nei territori di Latisana, Lignano Sabbiadoro e nelle altre zone colpite. L'assessore regionale alla Protezione civile, Riccardo Riccardi, ha effettuato un sopralluogo nelle aree interessate, prendendo parte a un briefing a Lignano.

Nel corso della ricognizione, Riccardi ha sottolineato come gli interventi realizzati e programmati negli ultimi anni valgano complessivamente centinaia di milioni di euro, aggiungendo che senza queste opere il bilancio dei danni sarebbe probabilmente molto più pesante. A Lignano, dove nella giornata di venerdì è iniziata la lenta fase di pulizia e conta dei danni, i segni lasciati dall'acqua raccontano la difficoltà delle ore precedenti.

In via Carso, nella zona di Marina Punta Faro, uno stabile ha registrato circa 50 centimetri d'acqua al piano terra, con il locale contatori, un appartamento e la lavanderia invasi dal fango.

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