Guerra dei droni tra Russia e Ucraina: Kiev insegna all'Italia

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Redazione Esteri Redazione Esteri   -   La guerra dei droni tra Russia e Ucraina ha raggiunto una dimensione senza precedenti, con attacchi aerei su larga scala, bombardamenti delle infrastrutture energetiche e nuove tecnologie sviluppate direttamente sul campo di battaglia. Il 14 ottobre 2026, Mosca ha dichiarato di aver abbattuto 902 velivoli senza pilota ucraini, mentre le forze russe hanno colpito sei centrali termoelettriche nelle regioni di Kiev e Kharkiv. L'esperienza accumulata nel conflitto sta modificando anche l'addestramento militare europeo, con specialisti ucraini impegnati a trasferire ai soldati italiani le conoscenze acquisite nelle operazioni di difesa e intercettazione.

Attacchi su larga scala e infrastrutture energetiche nel mirino

Secondo il ministero della Difesa russo, citato dall'agenzia Tass, i sistemi antiaerei hanno intercettato velivoli nemici su 19 regioni della Federazione, sulla Crimea occupata e sul Mar d'Azov. Il sindaco della capitale, Serghei Sobyanin, ha riferito che 493 apparecchi erano stati diretti verso la regione di Mosca, precisando che 180 erano stati distrutti durante l'avvicinamento alla città. Le autorità hanno inoltre sospeso per otto ore le operazioni dell'aeroporto internazionale di Vnukovo, facendo scendere dagli aerei i passeggeri già imbarcati. I numeri comunicati dalle autorità russe descrivono uno degli attacchi più estesi contro il territorio della Federazione, ma non costituiscono una verifica indipendente degli abbattimenti dichiarati.

Sul versante ucraino, l'offensiva russa ha interessato impianti destinati alla produzione di elettricità e calore. Due strutture, Darnitskaya e Kievskaya, sono state colpite nella capitale, altre due nella regione circostante e le ultime nell'area di Kharkiv. I bombardamenti hanno danneggiato anche infrastrutture ferroviarie e provocato interruzioni dell'alimentazione elettrica che, secondo le notizie diffuse sull'attacco, hanno interessato almeno 600mila persone. Il presidente Volodymyr Zelensky ha accusato Mosca di aver preso deliberatamente di mira il sistema energetico nonostante l'annuncio di una tregua su questi obiettivi da parte del presidente statunitense Donald Trump. Le difese ucraine hanno comunicato di aver intercettato quattro dei 39 missili e 115 dei 128 droni impiegati nell'offensiva.

Dall'intelligenza artificiale alla fibra ottica: le lezioni ucraine ai militari italiani

L'evoluzione tecnologica della guerra è stata al centro di un'esercitazione organizzata nell'ambito dell'EUDIS Defence Hackathon 2026, ospitato in Italia dalla Fondazione SAFE nell'ex base Nato del monte Calvarina, a Roncà, in provincia di Verona. Una delegazione della Guardia nazionale ucraina ha illustrato ai militari italiani le caratteristiche dei sistemi impiegati sul fronte, dai velivoli controllati attraverso collegamenti satellitari a quelli guidati mediante sottilissimi cavi in fibra ottica. Questa seconda tecnologia permette di trasmettere i comandi attraverso una connessione fisica, rendendo inefficaci le tradizionali interferenze radio utilizzate per disturbare i collegamenti tra operatore e drone.

Un altro settore affrontato durante le attività riguarda l'impiego dell'intelligenza artificiale per individuare i velivoli ostili tra migliaia di segnali radio. L'esperienza ucraina nasce dalla necessità di fronteggiare campagne russe che hanno raggiunto una media stimata tra 3.000 e 5.000 droni d'attacco a lungo raggio al mese. Dal febbraio 2022, le forze di Kiev hanno dovuto sviluppare e adattare rapidamente tecniche di rilevamento, identificazione e contrasto mentre erano sottoposte ai bombardamenti. L'impiego combinato di sensori, sistemi automatici e strumenti di guerra elettronica risponde alla necessità di riconoscere minacce differenti, comprese quelle che utilizzano collegamenti difficili da intercettare con i dispositivi convenzionali.

L'iniziativa europea si è svolta dal 15 al 17 ottobre in otto Paesi e ha avuto come tema l'autonomia sul campo di battaglia. Tra le sfide tecnologiche proposte figuravano la navigazione senza segnali satellitari GNSS e il coordinamento di sciami di droni e robot con un intervento umano limitato. Il programma, sostenuto dalla Commissione europea attraverso gli strumenti dedicati all'innovazione nella difesa, coinvolge sviluppatori, ricercatori, imprese e specialisti militari. Nell'edizione primaverile erano già stati presentati progetti di intercettazione a basso costo, sistemi laser contro le telecamere dei droni e dispositivi autonomi capaci di utilizzare sensori ottici e algoritmi di apprendimento automatico per riconoscere bersagli aerei.

Nel Donbass Mosca rivendica la distruzione di oltre 200 equipaggi ucraini

La crescente importanza dei velivoli senza pilota emerge anche dalle dichiarazioni delle forze russe sulle operazioni nel Donbass. Un ufficiale della ricognizione della 110ª Brigata del raggruppamento Centro, identificato con il nome in codice Udav, ha sostenuto che l'esercito di Mosca avrebbe neutralizzato circa metà degli equipaggi ucraini schierati nella zona di Dobropolye. Secondo la sua ricostruzione, gli operatori presenti inizialmente erano 325, successivamente aumentati fino a un massimo di 460. Le postazioni sarebbero state attaccate mediante droni offensivi e aviazione militare, anche con bombe ad alto potenziale esplosivo della famiglia Fab. L'ufficiale ha inoltre affermato che parte del personale superstite avrebbe abbandonato le posizioni.

La stessa fonte militare ha indicato tra le aree interessate dalle operazioni il villaggio di Annovka e i territori circostanti il centro urbano. Le dichiarazioni sono state diffuse dalla Tass e non risultano accompagnate da prove indipendenti che permettano di verificare il numero effettivo degli equipaggi colpiti. I comandi ucraini non hanno fornito conferme delle perdite rivendicate dalla controparte russa.

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