Lazio e Inter, una finale che profuma di storia e di regolamento
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Redazione Sport
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L’attesissimo giorno, quello che assegnerà la Coppa Italia sul campo neutro – se così si può definire l’Olimpico di Roma, storicamente ostile ai nerazzurri – è finalmente arrivato. Lazio e Inter si ritrovano davanti a un trofeo, intrecciando ancora una volta i loro destini in una rivalità che, nel corso dei decenni, ha spesso assunto i contorni di un dramma sportivo consumato tra finali memorabili, Scudetti contesti e notti europee che hanno scolpito la memoria del calcio italiano. Con 185 precedenti ufficiali all’attivo, un bilancio che pende nettamente dalla parte dell’Inter (78 successi contro i 45 biancocelesti, completati da 62 pareggi) e l’ultimo, recentissimo, 0-3 inflitto proprio dalla formazione di Cristian Chivu alla vigilia di questo appuntamento, la posta in palio è altissima per entrambe.
Per i padroni di casa, quelli che vestono il biancoceleste, non c’è solo la gloria ma la concreta possibilità di aggrapparsi a un pass per l’Europa League; una salvezza sportiva dopo una stagione di alti e bassi culminata con l’eliminazione dell’Atalanta ai rigori in semifinale, grazie alle prodezze del giovane portiere Edoardo Motta. Dall’altra parte, l’Inter arriva carica della recente vittoria del campionato e sogna di realizzare il cosiddetto doblete, mettendo in bacheca il secondo trofeo stagionale dopo la Supercoppa. In palio, dunque, c’è molto più di un semplice trofeo: c’è la definizione di un’intera annata.
Cosa prevede il regolamento in caso di parità?
Una domanda, questa, che aleggia negli spogliatoi e tra i tifosi: se al novantesimo il risultato dovesse essere un pareggio, come spesso è accaduto in queste stracittadine romane, cosa succede? Contrariamente a quanto avviene per i turni immediatamente precedenti – dove i supplementari sono banditi – l’ultimo atto della competizione nazionale prevede uno scenario diverso, quasi epico. Il regolamento ufficiale della Coppa Italia è chiaro in merito: si procederà con la disputa di due tempi supplementari della durata di quindici minuti ciascuno.
Solo nel caso in cui la parità perdurasse anche allo scadere del centoventesimo minuto, l’arbitro – designato in questa circostanza nella figura di Marco Guida – provvederà a far battere i calci di rigore, utilizzando le modalità previste dalla regola dell’“oltranza”. Questo meccanismo, che introduce una componente psicologica notevole, trasforma ogni minuto di recupero in un potenziale bozzetto di storia. Perdurando l’equilibrio, i riflettori si sposteranno inevitabilmente sui portieri e sui rigoristi, decretando la fine di una battaglia che si preannuncia fisicamente dispendiosa.
Il peso specifico del fattore campo e dei precedenti
L’Olimpico, mercoledì 13 maggio, sarà un teatro gremito in ogni ordine di posto. Se è vero che l’Inter ha dimostrato una certa superiorità nell’ultimo confronto diretto di campionato, archiviato con un netto 3-0 firmato dalle reti della solita catena offensiva, è altrettanto vero che le finali seguono una logica a sé. Le statistiche, in questo caso, raccontano di un equilibrio relativo quando si gioca nella capitale: su 92 partite giocate a Roma, la Lazio ha raccolto 33 vittorie, l’Inter 27, con 31 pareggi. Un margine minimo che lascia presagire una sfida dai nervi saldi.
Non bisogna dimenticare, poi, che la finale di Coppa Italia ha già regalato epiche rimonte e beffe nella storia dei due club, come quella del 2000 quando i biancocelesti di Sven-Göran Eriksson riuscirono nell’impresa di aggiudicarsi il double, approfittando di un ko nerazzurro proprio nell’ultimo atto della manifestazione. Per questa sera, quindi, le due compagini scenderanno in campo con la consapevolezza che ogni dettaglio arbitrale o deviazione fortunosa potrebbe rivelarsi fatale.
Dove seguirla e l’atmosfera della vigilia
La sfida tra Lazio e Inter, visibile in diretta su Canale 5 con telecronaca affidata a Riccardo Trevisani e commento tecnico di Massimo Paganin, vedrà anche una nutrita squadra di inviati posizionati a bordo campo per captare le reazioni a caldo dei protagonisti. Lo studio, coordinato da Monica Bertini, accoglierà opinioni illustri come quelle di Andrea Ranocchia e Christian Panucci mentre, a match concluso, Graziano Cesari avrà il compito di sbrogliare eventuali matasse arbitrali legate agli episodi più discussi. I riflettori, dunque, sono accesi: in una cornice così solenne, l’unica certezza è che al triplice fischio, regolamento alla mano, ci sarà un verdetto, qualunque sia il tempo necessario per ottenerlo.




