Estorsione e rapine a Roma: arresti della mobile e dei carabinieri
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Redazione Interno
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Un cittadino italiano, appartenente a una famiglia rom di Frosinone, è stato tratto in arresto in flagranza di reato dagli agenti della Squadra Mobile del capoluogo, che hanno posto fine a una serie di illeciti gravissimi. L'operazione, condotta sotto la direzione del dirigente, ha portato alla luce un quadro delittuoso articolato, che comprende accuse di estorsione, resistenza a pubblico ufficiale, nonché la detenzione di sostanze stupefacenti e il porto ingiustificato di armi e di oggetti comunque atti a offendere. L'uomo, secondo quanto accertato dalle forze dell'ordine, era stato sorpreso proprio nel momento in cui tentava di riscuotere illecitamente del denaro, un'attività criminale che le indagini stanno ora approfondendo in ogni suo aspetto.
La trappola della finta escort e del marito geloso
In un caso del tutto separato, che ha come teatro la capitale, si è invece concluso con un giro di vite dei carabinieri un intricato sistema di rapine ai danni di ignare vittime. Due uomini e una donna sono finiti in manette per una lunga serie di reati, che spaziano dall'estorsione e dalla rapina fino alla ricettazione, al danneggiamento e alla violenza privata. La dinamica, che si è ripetuta con un modus operandi invariato in almeno quattro episoli accertati, prevedeva che la donna si fingesse una prostituta, pubblicando annunci erotici su siti di incontri per adescare i malcapitati. Una volta che l'uomo, convinto di dover pagare per un incontro sessuale, veniva fatto accomodare nell'appartamento al Collatino e aveva consegnato il denaro, faceva irruzione uno dei complici, il quale, uscendo da un nascondiglio come un armadio, recitava la parte del marito tradito e geloso. A quel punto, scattava l'aggressione e la rapina vera e propria, con le vittime che si trovavano intrappolate in una situazione di estremo pericolo e di violenza privata.
Le condanne per il gruppo criminale
L'attività investigativa, che ha permesso di ricostruire con precisione gli eventi, ha già condotto a una condanna per la donna, la finta prostituta, e per uno dei suoi complici. Il metodo, sebbene macchinoso, si era rivelato purtroppo efficace nell'attirare decine di uomini, i quali, caduti nella trappola, subivano non solo il furto del denaro ma anche le conseguenze psicologiche di un'aggressione pianificata con freddezza. Le forze dell'ordine, coordinando gli sforzi, sono riuscite a identificare e a far arrestare tutti i componenti del gruppo, assicurandoli alla giustizia e interrompendo una catena di reati che sembrava inarrestabile.
Il contesto internazionale: la Lettonia e la Convenzione di Istanbul
In uno scenario internazionale completamente differente, il Parlamento lettone ha approvato ieri, con 56 voti a favore e 32 contrari, la decisione di abbandonare la Convenzione di Istanbul, il trattato internazionale siglato nel 2016 con l'obiettivo di prevenire e combattere la violenza contro le donne. L'atto formale, che in gergo legale viene definito "denuncia" del trattato, è stato portato a compimento dalla Saeima, l'assemblea legislativa monocamerale della nazione, segnando una svolta significativa nelle politiche di Riga in materia di diritti e di protezione delle donne. La mossa, che ha suscitato reazioni contrastanti, colloca la Lettonia in una posizione unica nel panorama europeo, distaccandosi da un accordo che fino a quel momento aveva rappresentato un quadro di riferimento comune per molti paesi.




