Saros e i primi numeri: non un flop, ma qualche campanello accende la prudenza
Articolo Precedente
Articolo Successivo
Redazione Scienza e Tecnologia
-
Non ci sono certezze, quando si parla di dati di vendita nel mondo dei videogiochi, perlomeno fino a quando i publisher non decidono di alzare il velo. E infatti, per Saros, l’ultima esclusiva first-party di PlayStation 5 sviluppata da Housemarque e uscita ufficialmente il 30 aprile 2026, non esiste alcun comunicato ufficiale che ne certifica il successo o, al contrario, ne decreti un eventuale insuccesso commerciale. Ciò non ha però impedito a chi monitora il mercato – come il portale specializzato Push Square – di provare a fare due conti, attingendo alle classifiche di vendita dei rivenditori digitali e fisici che includono il titolo nei loro ranking, ricavandone una stima di massima tutt’altro che trionfalistica.
Il verdetto, seppur da prendere con le molle del caso, suggerisce che Saros non starebbe vendendo moltissimo, almeno in questa prima finestra di lancio. Ma attenzione: il dato, per quanto poco incoraggiante a un primo sguardo, va contestualizzato. Perché la pressione su Housemarque, va ricordato, era enorme: a quasi sei anni dall’uscita di Returnal, molti si chiedevano se la software house finlandese fosse in grado di replicare l’impatto del suo predecessore, un titolo che – pur avendo conquistato critica e nicchia di appassionati – non aveva mai rappresentato un blockbuster da decine di milioni di copie.
La top 5 del PlayStation Store che sorprende (ma non troppo)
C’è però un altro elemento, e va nella direzione opposta. Saros, stando ai rilevamenti del PlayStation Store di diversi mercati chiave – tra cui Stati Uniti e Regno Unito – era al momento della stesura di queste rilevazioni nella top 5 dei giochi più venduti su PSN. Un piazzamento niente affatto scontato, considerando la mole di uscite concorrenti e il fatto che il titolo si presenta come un seguito ideale di Returnal, riproponendo quella miscela di bullet-hell e meccaniche roguelite che già aveva fatto innamorare gli appassionati del genere. Insomma, se da un lato le stime basate sulle classifiche generali raccontano di un’accoglienza tiepida, dall’altro i dati digitali diretti della piattaforma Sony dipingono un quadro decisamente più roseo.
Carcosa, l’eclissi e la difficoltà calibrata per chi temeva Returnal
Per capire il fenomeno, forse, bisogna guardare al prodotto stesso. Nei panni di Arjun – un soldato d’élite al servizio della razione Soltari – il giocatore esplora il pianeta Carcosa, un mondo alieno perennemente trasformato da un’eclissi solare che ne altera morfologia e pericoli. Lo scopo è raccogliere un prezioso minerale, la Lucenite. Ma la vera novità, rispetto al passato, è che Housemarque ha voluto rendere Saros meno punitivo di Returnal, proprio per attirare quella fetta di giocatori che anni fa si erano lasciati scoraggiare dall’elevata difficoltà del titolo precedente. Una scelta, questa, che ha ricevuto recensioni molto positive dalla critica, la quale ha lodato la “bellezza violenta” di un’opera capace di coniugare arte e visione senza cedere alle mode dell’intelligenza artificiale generativa.
Cronaca nera e sviluppi giudiziari: nessun legame con il caso Saros
Va precisato, e lo si fa per dovere di chiarezza informativa, che non esistono collegamenti tra il videogioco Saros e fatti di cronaca nera degni di nota. Nessuna inchiesta giudiziaria, nessuno sviluppo processuale coinvolge il titolo o i suoi sviluppatori. L’unico elemento di attrito, semmai, rimane quello puramente commerciale: il divario tra le ottime recensioni – che lodano l’identità artistica della software house, come ribadito da Simone Silvestri in un’intervista – e una partenza numerica che, al netto dei dati PSN, lascia spazio a più di un’incertezza. Se Saros riuscirà a trasformare l’interesse iniziale in vendite sostenute nel lungo periodo, lo diranno solo i prossimi mesi. Per ora, ci si ferma a questi primi segnali, contrastanti ma altrettanto eloquenti.




