Campi Flegrei, tra sciami sismici e crisi economica: Pozzuoli in bilico

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Redazione Interno Redazione Interno   -   Lo sciame sismico che da giorni scuote i Campi Flegrei non ha lasciato solo crepe negli edifici, ma anche nell’economia di Pozzuoli, dove le attività commerciali stanno vivendo un momento di profonda difficoltà. Raffaele Buono, presidente di Confesercenti Pozzuoli, non usa giri di parole: «Le vendite sono crollate, la gente ha paura di uscire di casa, figuriamoci di fare acquisti». Una situazione che, seppur diversa nei contesti, riporta alla memoria i giorni più bui del Covid, quando molte attività furono costrette a chiudere i battenti. «Allora c’erano settori, come quello alimentare, che riuscivano a resistere. Oggi, invece, il calo è generalizzato», aggiunge Buono, sottolineando come la paura del bradisismo stia paralizzando la città.

Il fenomeno del bradisismo, che da anni caratterizza l’area flegrea, ha portato a un’intensificazione del monitoraggio da parte delle autorità. Il ministro per la Protezione Civile, Nello Musumeci, ha ribadito la necessità di «prudenza nelle parole e preparazione a ogni evenienza», ricordando che ci si trova di fronte a un vulcano attivo e imprevedibile. Intanto, il centro studi Plinivs, coordinato dalla Protezione Civile, ha stimato che circa 80.000 persone risiedono nelle aree a maggior rischio, dove la vulnerabilità sismica degli edifici è stata oggetto di analisi approfondite già dal marzo 2024, come previsto dal decreto Legge 140 del 2023.

Le parole del professor Giuseppe De Natale, dell’Istituto Nazionale di Geofisica e Vulcanologia (INGV), non lasciano spazio a dubbi: «Siamo in piena crisi sismica, non c’è più tempo». Una dichiarazione che ha fatto discutere, soprattutto dopo le affermazioni del capo della Protezione Civile, Fabio Ciciliano, il quale, rispondendo a una cittadina preoccupata per possibili scosse di magnitudo 5, ha dichiarato con freddo realismo: «Cadono i palazzi e contiamo i morti, funziona così». Un’affermazione che, seppur cruda, riflette la complessità di un’emergenza che non lascia margini di errore.

Intanto, a Pozzuoli, la vita quotidiana è sospesa tra la paura del terremoto e la difficoltà di far quadrare i conti. Le strade, un tempo animate da turisti e residenti, sono oggi deserte, mentre i negozianti guardano con preoccupazione al futuro. «È una fase delicatissima», ammette Buono, che spera in un ritorno alla normalità, pur sapendo che il percorso sarà lungo e incerto.

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