Campi Flegrei, evacuazione in 72 ore: il piano della Protezione Civile tra sciami sismici e allerta
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Redazione Interno
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I Campi Flegrei, l’immenso sistema vulcanico che si estende tra Napoli e Pozzuoli, sono da settimane al centro dell’attenzione per una recrudescenza dell’attività sismica, accompagnata da un progressivo sollevamento del suolo. L’ultima scossa, di magnitudo 3.1 registrata oggi pomeriggio nell’area degli Astroni, si aggiunge a una sequenza che solo nelle ultime ventiquattr’ore ha contato quasi cinquanta eventi, il più intenso dei quali ha toccato i 4.4 gradi Richter.
«Nessuno faccia il sorpreso: siamo su uno dei vulcani più pericolosi al mondo», ha dichiarato il ministro della Protezione Civile, Nello Musumeci, intervenuto su Rainews24. Le sue parole, che potrebbero apparire allarmistiche, trovano riscontro nei dati scientifici: il bradisismo, fenomeno che da secoli caratterizza la zona, ha ripreso vigore, spingendo le autorità a rivedere il piano di emergenza. L’obiettivo, in caso di eruzione, è evacuare l’area entro 72 ore, un lasso di tempo che richiede coordinamento e prontezza.
Intanto, i vigili del fuoco hanno già effettuato sessanta interventi per verificare la stabilità degli edifici, concentrati soprattutto a Pozzuoli, dove i residenti hanno descritto la scossa di ieri come «forte, improvvisa». Le squadre stanno lavorando senza sosta, mentre l’Ingv monitora costantemente il fenomeno, registrando profondità variabili tra uno e tre chilometri.
Musumeci ha sottolineato come il rischio sia concreto ma gestibile, a patto di evitare allarmismi e sensazionalismi. «Se non teniamo presente la natura del territorio, tutto il resto diventa distorsione», ha aggiunto, ribadendo che l’unica risposta possibile è la prevenzione. Il piano, che coinvolge anche la Regione Campania e i comuni interessati, prevede non solo l’evacuazione ma anche la messa in sicurezza delle infrastrutture critiche, dalle scuole agli ospedali.




