Campi Flegrei, tra sciami sismici e allerta prevenzione

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Redazione Interno Redazione Interno   -   “Per oggi il messaggio è di tranquillità, comunque siamo preparati a ogni evenienza”. Con queste parole, il presidente della Regione Campania, Vincenzo De Luca, ha voluto rassicurare i cittadini dei Campi Flegrei, area interessata da uno sciame sismico che prosegue ormai da sabato scorso. Le dichiarazioni, rilasciate a margine della conferenza stampa per il Salone Internazionale del Libro di Torino, hanno sottolineato l’impegno delle istituzioni nel garantire un’adeguata preparazione alla popolazione. “Abbiamo lavorato in questi mesi con la protezione civile nazionale e regionale per fare un lavoro di prevenzione – ha spiegato De Luca – spiegando ai cittadini dove recarsi in caso di emergenza e individuando i centri di raccolta”.

Nonostante gli sforzi, la tensione tra gli abitanti dell’area flegrea rimane palpabile. Lo sciame sismico, che ha registrato una scossa di magnitudo 3.1 nelle prime ore del mattino, è il più lungo della storia moderna della zona. Le scosse, accompagnate da boati, hanno spinto molti a trascorrere la notte fuori casa, in cerca di maggiore sicurezza. La Protezione Civile, tuttavia, ha escluso il passaggio a un’allerta arancione, mantenendo lo stato di vigilanza.

A complicare il quadro, le parole del capo della Protezione Civile nazionale, Fabio Ciciliano, che durante un incontro pubblico a Pozzuoli ha risposto senza mezzi termini a un cittadino preoccupato per una possibile scossa di magnitudo superiore. “Con una scossa di quinto grado cadono i palazzi e conto i morti. Funziona così”, ha dichiarato Ciciliano, evidenziando la gravità di uno scenario che, seppur remoto, non può essere ignorato.

L’incontro, tenutosi a Monterusciello, ha visto la partecipazione di numerosi residenti, molti dei quali hanno espresso frustrazione per la mancanza di vie di fuga chiare e per l’assenza di risposte concrete alle loro preoccupazioni. “Ci dobbiamo aspettare un’altra esplosione adesso? – ha chiesto un uomo di nome Marco – Non abbiamo mai sentito tante scosse come in questi giorni”. La platea, annuendo, ha confermato il clima di incertezza che avvolge l’area.

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