Bar sotto casa, la desertificazione commerciale cancella oltre 24mila locali
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Redazione Economia
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La desertificazione commerciale colpisce anche i bar: tra il 2019 e il 2025 in Italia sono scomparse oltre 24mila imprese del settore, con una media di circa 11 chiusure al giorno. Il fenomeno riguarda sia i piccoli centri sia i quartieri delle grandi città, dove la riduzione dei locali di prossimità coinvolge anche i tradizionali bar sotto casa.
La perdita dei bar di quartiere e il calo delle imprese
Secondo un’elaborazione di Confesercenti sui dati delle Camere di commercio, nel periodo considerato il comparto ha perso 24.073 attività. La diminuzione riguarda tutte le regioni italiane e, secondo l’associazione, ha sottratto alle economie locali oltre 7,2 miliardi di euro tra consumi, lavoro e gettito fiscale. La chiusura dei locali non riguarda soltanto esercizi commerciali con una funzione economica, ma anche spazi utilizzati quotidianamente per incontrarsi, prendere un caffè, leggere il giornale o scambiare due parole con altre persone del quartiere.
Il fenomeno interessa una delle attività più diffuse nella vita quotidiana italiana. Il bar rappresenta da decenni un punto di riferimento nei territori, dai locali dei piccoli comuni ai punti vendita presenti nelle aree residenziali delle città. La riduzione della presenza di queste attività viene collegata da Confesercenti alla più ampia crisi del commercio di prossimità, che ha modificato la presenza dei servizi vicino alle abitazioni.
Gli effetti della riduzione del commercio di prossimità
La diminuzione dei bar si inserisce in un cambiamento più ampio delle abitudini di consumo e della struttura commerciale dei territori. La chiusura di migliaia di imprese modifica la presenza di attività nei quartieri e nei centri minori, dove alcuni servizi tradizionali diventano meno frequenti. Per Confesercenti il problema riguarda anche il ruolo sociale svolto da questi esercizi, spesso considerati luoghi di relazione oltre che attività economiche.
L’analisi dell’associazione evidenzia che la contrazione del settore ha coinvolto realtà molto diverse tra loro, senza limitarsi a una specifica area geografica. Anche le province sono state interessate dal calo: in quella di Prato, nell’arco di sei anni, ha chiuso un bar su quattro. Il dato viene indicato come esempio della pressione che ha colpito il settore della somministrazione e i servizi commerciali presenti nei territori.
Un cambiamento che riguarda città e piccoli centri
I bar eliminati dal tessuto urbano e dai comuni più piccoli rappresentano una trasformazione visibile degli spazi quotidiani. La scomparsa di queste attività riduce la presenza di luoghi dove residenti e clienti abituali potevano incontrarsi durante la giornata. La questione della desertificazione commerciale riguarda quindi non solo il numero degli esercizi rimasti aperti, ma anche la distribuzione dei servizi disponibili nelle diverse aree.
Tra gli elementi evidenziati da Confesercenti c’è il legame tra attività economiche locali e vita dei territori. I dati raccolti dall’associazione descrivono una diminuzione costante delle imprese del settore bar nel periodo compreso tra il 2019 e il 2025, con conseguenze economiche quantificate attraverso la perdita di consumi, occupazione e entrate fiscali.
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