Milan-Atalanta, Allegri cambia il Diavolo: avanti con il 3-5-2, ma interpreti tutti nuovi

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Redazione Sport Redazione Sport   -   Il tecnico livornese, evidentemente scottato dalla débâcle interna contro l’Udinese quando aveva azzardato il 4-3-3, non modificherà l’assetto tattico di base della sua squadra. Si affiderà dunque nuovamente al 3-5-2, quel sistema che, nonostante le ultime flessioni, garantisce la copertura necessaria per affrontare la velocità delle ripartenze nerazzurre. Quello che cambierà, però – e in maniera sostanziale – sarà l’identità degli undici uomini che scenderanno in campo al Meazza. In una stagione segnata da alti e bassi e dall’inarrestabile corsa all’Europa che conta, Allegri sembra aver deciso di togliere le ragnatele dalla panchina per infondere nuovo sangue a un gruppo apparso, nell’ultima uscita, svuotato e prevedibile.

Una retroguardia rimaneggiata tra assenze obbligate e opportunità

Il primo cambio, in realtà, arriva per costrizione più che per scelta: Fikayo Tomori, il baluardo difensivo titolare, dovrà scontare un turno di squalifica dopo il provvedimento del Giudice Sportivo. La sua assenza apre le porte a Koni De Winter, l’ex Genoa che si appresta a vivere una delle serate più importanti della sua stagione. Al fianco dell’italo-belga, a comporre il trio, ci saranno Gabbia e Pavlovic: quest’ultimo ha convinto lo staff per la solita grinta, mentre Gabbia rappresenta la sicurezza nel palleggio basso. È una difesa che, per quanto riorganizzata, dovrà fare i conti con la profondità e i tagli degli attaccanti dell’Atalanta; una linea che, priva del suo leader carismatico, verrà chiamata a dimostrare una solidità che finora è mancata nelle partite chiave di questo finale di campionato.

Centrocampo e regia, l’addio al flop Jashari

È proprio nel mezzo del campo che si concentra la piccola, grande rivoluzione pensata da Max. Dopo la prova opaca di Reggio Emilia, Ardon Jashari è finito sul banco degli imputati. Il centrocampista svizzero, acquistato per dare sostanza e qualità, ha pagato a caro prezzo un errore che ha permesso a Thorstvedt di avviare l’azione del primo gol; la sua prestazione, molto modesta anche in fase di costruzione, lo ha definitivamente estromesso dai titolari. Per sostituirlo, Allegri non guarda a un semplice vice, ma ridisegna completamente il rombo. L’idea è quella di far scendere Youssouf Fofana in cabina di regia, sfruttando la sua fisicità e la capacità di dettare i tempi davanti alla difesa. A completare il reparto, Ruben Loftus-Cheek dovrebbe guadagnarsi una maglia da mezzala, mentre Rabiot è l’unico a godere di una certezza assoluta sul centro-sinistra. Si tratta di un centrocampo più alto, più muscolare e potenzialmente più rapido nelle transizioni, lontano dalla lentezza mostrata nelle scorse settimane.

L’ultima chance per Gimenez e l’urgenza di ritrovare il gol

Se a centrocampo si cambia per ristabilire l’equilibrio, in attacco si cambia per risolvere l’emergenza. Il Milan, va ricordato, ha realizzato una sola rete nelle ultime cinque partite: un dato impietoso che fotografa l’anemia offensiva di questi mesi. La crisi più profonda ha coinvolto anche le cosiddette “seconde linee”, con Nkunku e Pulisic apparsi spesso impalpabili. A beneficiare di questa situazione sarà Santiago Gimenez. Il messicano, che non ha ancora timbrato il cartellino in campionato nella corrente stagione, tornerà a guidare l’attacco affiancato a Rafael Leao. Nonostante le critiche e i problemi di mira, Leao rimane l’unico intoccabile del reparto, la scintilla a cui Allegri spera di riaccendere. Per Gimenez, invece, questa è una chance di rilancio importante: quella contro l’Atalanta era stata l’ultima avversaria alla quale aveva segnato, in un’altra vita fatta di gol e continuità, prima che un lungo infortunio alla caviglia lo fermasse. Ora, tra la speranza e l’urgenza di punti pesanti in classifica, tocca a lui dimostrare di essere più di una semplice scommessa.

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