Milan-Atalanta, Palladino: «Vogliamo tornare a fare punti e difendiamo il settimo posto»

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Redazione Sport Redazione Sport   -   «Mi aspetto una partita bella in un bello stadio – ha spiegato il tecnico nerazzurro alla vigilia – contro una squadra forte che vuole fare punti; dovremo mettere in campo le nostre qualità e la nostra voglia di dimostrare che, dopo questo mese senza risultati a fronte di buone prestazioni, ci teniamo a tornare a fare punti, ci teniamo a difendere la settima posizione». A parlare è Raffaele Palladino, allenatore dell’Atalanta, che domani sera (domenica 10 maggio, calcio d’inizio alle 20.45) guiderà la Dea sul difficile campo del Milan, a San Siro, per la 36ª giornata della Serie A Enilive 2025/26. La posta in palio, per una formazione che attualmente occupa proprio il gradino più basso della zona che vale l’Europa, è particolarmente rilevante: i bergamaschi guidano la corsa verso il piazzamento che, a seconda dell’esito della finale di Coppa Italia (visto che la Lazio potrebbe ancora inserirsi nelle rotazioni), regalerebbe un pass per la prossima Conference League.

L’analisi dell’avversario e lo stato d’animo della squadra

Palladino, nel corso della conferenza stampa di presentazione, si è soffermato a lungo sulle difficoltà insite nella trasferta contro i rossoneri, sottolineando come il Milan sia un avversario ostico non solo per la qualità della rosa a disposizione, ma anche per la guida tecnica. «Ci aspetta una partita sicuramente complicata – ha ammesso l’allenatore – contro un avversario forte, allenato da un tecnico bravo ed esperto come Allegri, che anche nei momenti di difficoltà sa risollevare la squadra». Il riferimento è alla capacità del Milan di reagire agli scivoloni, una caratteristica che l’Atalanta dovrà cercare di neutralizzare con il proprio carattere. L’obiettivo dichiarato, in un momento in cui i risultati latitano nonostante le prestazioni siano state tutt’altro che negative, è quello di invertire la tendenza: «dobbiamo essere bravi a giocarci questa gara a viso aperto per consolidare il settimo posto».

Il futuro e i segnali di una società in attesa

Oltre all’aspetto puramente tattico e contingente legato alla classifica, l’intervento dell’ex tecnico della Fiorentina ha assunto i toni di una dichiarazione di intenti sul proprio futuro, un tema caldo che aleggia attorno al club orobico in vista della prossima stagione. Sebbene il contratto leghi Palladino alla società fino al 2027, l’allenatore campano ha voluto rassicurare l’ambiente riguardo al proprio stato d’animo attuale, lasciando poi intendere che il destino della panchina dipenderà dalle mosse della dirigenza. «Io sto benissimo qui, da quando sono arrivato ho trovato grande calore e affetto da parte di tifosi e ambiente», ha esordito Palladino, ribadendo il proprio radicamento emotivo al progetto. Tuttavia, ha aggiunto: «Un mese fa la società ha speso parole importanti nei miei confronti, ora dobbiamo finire bene la stagione. Il mio desiderio è finire bene e costruire per la prossima stagione una squadra forte e ambiziosa, scegliendo giocatori con la società, creando una squadra a mia immagine e somiglianza a differenza di questa stagione». Un chiaro messaggio, questo, per i vertici del club: per aprire un nuovo ciclo serve un progetto condiviso e tempestivo, mentre al momento non sono ancora arrivati «segnali» concreti in tal senso.

Le scelte tattiche e la ricerca del gol

In chiusura, il tecnico si è concentrato sugli aspetti prettamente tecnici che potrebbero decidere le sorti della gara, specialmente in attacco dove l’Atalanta cerca maggiore incisività. Con le assenze pesanti di giocatori come Retegui e Lookman (non più a disposizione per questa fase della stagione), Palladino dovrà operare una scelta importante nel reparto offensivo. «A me la doppia punta piace – ha chiarito – Scamacca e Krstovic sono quelli che hanno fatto più gol; vedremo se scegliere questo modulo o il doppio trequartista». La riflessione nasce anche dal recente passato, dove la squadra ha faticato a concretizzare, e proprio per questo la settimana di lavoro è stata mirata a limare i dettagli negli ultimi sedici metri. «Abbiamo lavorato tutto il tempo sull’ultimo passaggio, su tiri, attacchi alla porta e la concretizzazione – ha rivelato – spero che domani si vedano già questi benefici; tutti quanti devono dare qualcosa in più, vogliamo regalare ai tifosi un finale diverso». La sfida, dunque, è aperta: da un lato un Milan che cerca riscatto dopo l’ultima uscita, dall’altro un’Atalanta determinata a dare una scossa al proprio cammino per difendere con le unghie e con i denti quella zona Europa che rappresenta l’obiettivo minimo di questa stagione.

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