Milan-Atalanta, Palladino si scopre ambiguo: “Nessun segnale per il rinnovo”
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Redazione Sport
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L’ultima conferenza stampa della vigilia, quella che precede il fischio d’inizio di Milan-Atalanta in programma domani alle 20:45 a San Siro, ha trasformato quella che doveva essere una semplice presentazione tecnica in un vero e proprio giallo a sfondo societario. Raffaele Palladino, l’allenatore campano alla guida della Dea, ha infatti utilizzato il palcoscenico mediatico per lanciare un messaggio carico di ambiguità riguardo la sua posizione in vista della prossima stagione, nonostante un contratto che lo legherebbe al club bergamasco fino al 2027. Se da un lato l’ex tecnico della Fiorentina ha rivendicato con orgoglio il lavoro svolto in questi cinque mesi – sottolineando la risalita dal tredicesimo al settimo posto e l’eliminazione del Borussia Dortmund in Champions League –, dall’altro ha gelato l’ambiente rivelando una sostanziale mancanza di comunicazione da parte dei vertici societari. “Io qui a Bergamo sto benissimo – ha dichiarato testualmente Palladino – e ho trovato un calore straordinario, ma per il momento non ho ricevuto alcun segnale”, ammettendo implicitamente che il futuro sia ancora tutto da scrivere nonostante la volontà dichiarata di “aprire un nuovo ciclo” plasmando una squadra a propria immagine e somiglianza.
La rivoluzione dirigenziale nell’ombra e il silenzio della società
A gettare benzene sul fuoco delle indiscrezioni di mercato ci ha pensato, come spesso accade, il noto esperto di calciomercato Gianluca Di Marzio, il quale ha rivelato come l’Atalanta sia in realtà intenzionata a intraprendere una vera e propria rivoluzione agli alti livelli. L’indizio più concreto di questa ventata di cambiamento riguarda la figura del direttore sportivo: secondo quanto riportato da fonti vicine alla dirigenza, Cristiano Giuntoli sarebbe pronto a subentrare all’attuale responsabile dell’area tecnica Tony D’Amico. In un contesto del genere, dove le pedine sulla scacchiera si muovono prima ancora che la stagione sia ufficialmente terminata, il silenzio nei confronti di Palladino assume i contorni di un indizio fin troppo pesante. L’allenatore, che ha ereditato una squadra non costruita da lui e che ha dovuto fare i conti con gli infortuni pesanti di elementi chiave come Retegui e Lookman, sembra essere consapevole di essere finito ai margini del progetto. Le sue parole, in cui si percepisce la frustrazione per una trattativa di rinnovo arenatasi in un limbo di attesa, rappresentano di fatto un appello pubblico o, a seconda dei punti di vista, un elegante preavviso di divorzio.
La vigilia e l’azzardo tattico: “Priorità è dare tutto”
Spostando l’attenzione sul terreno di gioco, dove domani sera si affronteranno due squadre con obiettivi di classifica differenti ma con la stessa fame di punti, Palladino ha provato a blindare l’ambiente. Nonostante le voci di corridoio e l’incertezza sul suo futuro, il tecnico ha chiesto ai suoi ragazzi una prestazione di carattere per consolidare la settima posizione, fondamentale per la qualificazione alle prossime coppe europee. “La priorità è dare tutto – ha tagliato corto Palladino – e dimostrare di avere una grande reazione da squadra”. In attesa di capire se domani a San Siro sarà schierato Krstovic o Scamacca dal primo minuto, il mister ha analizzato il momento negativo dell’ultimo mese, imputando il calo a un fattore di “energie fisiche e mentali” esaurite dopo una stagione dispendiosa tra campionato e coppe. L’ombra di Gian Piero Gasperini, distante ma sempre ingombrante per chi si siede su quella panchina, continua a librarsi sullo stadio, ma Palladino – forse per l’ultima volta in maglia nerazzurra – ha cercato di esorcizzarla chiedendo “ferocia agonistica” ai suoi.
Le parole di Allegri e il contraltare rossonero
Dall’altra parte della barricata, a tenere banco nella conferenza stampa del Milan è stato Massimiliano Allegri, il quale ha ovviamente glissato sulla situazione di turbolenza interna all’avversario di turno per concentrarsi esclusivamente sull’aspetto mentale della propria squadra. Se per l’Atalanta questo match rappresenta un crocevia per blindare l’Europa che conta, per i rossoneri giocare davanti al proprio pubblico in un Meazza che si preannuncia “abbastanza caloroso” rappresenta l’occasione per non vanificare gli sforzi di un’intera stagione. Tuttavia, a rubare la scena alla vigilia sono stati ancora una volta i retroscena di mercato: mentre Palladino attende un segnale che non arriva, il Milan osserva con cautela i movimenti dell’attuale ds D’Amico, il cui nome è finito nel mirino di diverse big. Unico dato certo al momento, in un calcio sempre più dominato dalle voci estive, è che domani sera alle 20:45 le chiacchiere dovranno lasciare spazio ai fatti, anche se per Palladino – almeno a giudicare dalle sue parole sibilline – la separazione in casa Atalanta sembra ormai solo una questione di minutaggio.




